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L’ANALISI Ieri scadevano i termini per versare l’acconto

La stangata dell’Imu sulle seconde case: aumenti fino al 39%

Tartassati anche i genitori che affittano ai figli: «Un’altra mazzata sul comparto immobiliare»

L’allarme era già scattato all’inizio della primavera. Solo ieri, però, la tanto temuta stangata è diventata realtà. Il 17 giugno è infatti l’ultimo giorno utile per versare l’acconto dell’Imu, una scadenza temporale che non riguarda però la prima casa. Principio che non è cambiato. Ma il Comune deve fare cassa e ha deciso di puntare ai portafogli dei possessori di seconde case. Per esempio chi ha un appartamento ma ha deciso di darlo in uso a un parente fino al primo grado ha visto passare la sua aliquota dal 7,6 per mille del 2018 al 10,6 dell’anno in corso. Un aumento del 39%. Stesso discorso per quanto riguarda chi, a contratto in corso, ha deciso di ridurre il canone al proprio inquilino. Fino all’anno passato, a seconda dello sconto, si pagava dall’8,6 al 9,6 per mille. Quest’anno è stato raggiunto il massimo possibile: 10,6 per mille. Vale a dire un aumento che, a seconda dei casi, oscilla dal +10 al + 23%. Idem per quanto riguarda chi affitta una casa con contratti agevolati (quelli, per esempio, che si stipulano anche con gli studenti universitari) che si è visto aumentare l’aliquota del 23%. Passata cioè dal 4,31 al 5,31 per mille.

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