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Il Borghese
IL CONFLITTO IN UCRAINA

La sporca guerra di Putin lo spietato non si ferma. Ma a Mariupol ancora si resiste

Orfani rapiti, civili uccisi mentre cercano un poco di acqua, ancora bombe

Una guerra sporca e spietata. Ma anche vigliacca perché si accanisce sui civili, attraverso quell’armamentario orribile che abbiamo registrato in Cecenia e in Siria: le esecuzioni in strada, le torture, gli stupri, i furti sistematici, i campi minati. E persino il rapimento dei bambini, specie quelli piccini, come se ci fosse (e temiamo che ci sia) un mercato anche per queste creature innocenti. Quasi tutti orfani. E la guerra che Putin conosce bene dove non ci sono omicidi, ma semplici “esecuzioni di ordini”. La guerra collaudata assieme ai macellai ceceni, pagati in dollari, droga e donne. E c’è un’immagine, di ieri mattina, che riassume questo sistema russo di occupazione con diritto di vita e di morte. L’immagine di una giovane donna che cammina sotto la pioggia a Kharkiv, tenendo tra le braccia una tanica di plastica bianca vuota. Va a cercare l’acqua ad una fonte, l’acqua che lì manca da una settimana, come manca la luce e la legna da ardere. Cammina lenta e poi cade, coperta di sangue. L’ombrello resta accanto al corpo e in parte le nasconde il volto. Così si muore per un poco d’acqua, senza colpa alcuna se non di cercare di dissetare la famiglia. Ecco cos’è questa guerra tesa all’annientamento di un popolo che non ce la fa più, ma resiste. Proprio come scrive al Papa, in una lettera affidata ad un prete, Andrii Yurash, comandante dei marine che resistono a Mariupol: «Questo è l’inferno in terra. È il momento di aiutare e non solo con le preghiere. Salvi le nostre vite dalle mani di Satana». C’è questo e purtroppo tanto altro in questo 54esimo giorno di guerra, mentre noi celebriamo la Pasquetta e facciamo colazione nei prati. L’Ucraina vive senza alcuna tregua l’offensiva di Vladimir Putin che insegue la sua pazza idea di ricostruire l’antico impero. E lo fa con la rabbia di chi ha visto affondare uno dei suoi giocattoli di guerra, quell’incrociatore Moskva che avrebbe dovuto coprire con i suoi apparti bellici, lo sbarco a Odessa. Lo conferma l’escalation dei bombardamenti di queste ultime ore con i missili che cominciano a cadere attorno a Kiev, con le violenze sulla città martire di Mariupol, con gli attacchi a Leopoli, a Nnipro, le bombe su Kharkiv e l’occupazione di Kreminna dove i cecchini sparano sui civili. Come al tirassegno.

 

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