foto: Antonino Di Marco
Buonanotte

La spagnola non c’entra

La guardia sul virus è stata abbassata perché le microaziende sarebbero morte se non avessero riaperto (e molte moriranno lo stesso perché mancano i clienti), eppure i mass media (specie le Tv) cercano di terrorizzarci in tutti i modi. Bugiardi. Il peggio è passato, se no in città come Napoli dove si è festeggiata fino a tarda notte la Coppa Italia con baci, abbracci e aggregazioni bibliche ci sarebbero oggi i carri dei monatti. Lo stesso vale per le piazze riempite dalle varie formazioni politiche senza badare alle distanze interpersonali. Cominciò l’Anpi il 25 aprile e seguì la Triplice il primo maggio, entrambe in pieno lockdown. Poi le sardine, i partiti, le varie rappresentanze dei settori in crisi, eccetera. E la gente sui bus? E la movida? Chi esce di sera ha visto bene che dalla riapertura dei locali (due mesi fa) nei quartieri di movida il distanziamento è nullo. Se il virus fosse aggressivo come vogliono farci credere, sarebbe già iniziata una seconda strage. Che poi strage non è stata neanche la prima. In Italia, arrotondando, abbiamo avuto 30mila morti su 60 milioni di abitanti. Fa lo 0,5 per mille. Gli Usa (che hanno fatto poco lockdown grazie al “negazionista” Trump) hanno 120mila morti su 330 milioni di abitanti: lo 0,3 per mille. Meno di noi. E così nel resto del mondo. È stato brutto vedere i camion militari portar via le bare da Bergamo, ma lì c’è stato il picco di contagi nella stessa zona e in pochissimo tempo (e in più pare che inizialmente abbiano sbagliato terapia). Ma comunque non è la spagnola. È inutile che cerchino di evocarla per spaventarci, per testare fino a che punto siamo disposti a chinare la testa. La testa, prima o poi, il popolo la rialza.

collino@cronacaqui.it

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