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Economia
LA LETTERA

La sindaca Appendino scrive a Draghi: «Basta silenzio, Torino va tutelata»

La prima cittadina chiede attenzione dal punto di vista occupazionale e risorse del Recovery
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«Torino è il luogo naturale da cui deve ripartire il rilancio della filiera automobilistica italiana». Lo scrive la sindaca Chiara Appendino, che in una lettera al premier Draghi e al ministro Giorgetti, abbandona i panni di paladina delle piste ciclabili e dei monopattini e chiede di prevedere l’utilizzo di parte delle risorse del Recovery Plan per permettere «alla mia Città» di continuare il suo percorso nel mondo dell’automotive«È la storia della mia Città che lo chiede», rimarca la prima cittadina e cita una recente intervista a Le Figaro sui piani di Stellantis per fare della Francia la nazione dell’auto mentre, «per quanto riguarda l’Italia e la città che ho l’onore di rappresentare, per il momento solo silenzio».

È una lettera accorata (e per certi versi unica) quella della sindaca Appendino, in cui spiega come Torino meriti «di essere tutelata sia dal punto di vista dell’occupazione che dal punto di vista del suo innegabile ruolo di punto di riferimento mondiale del settore dell’auto». Ripercorrendo poi la storia della città, la prima cittadina sottolinea come «Torino in questi anni abbia dimostrato la volontà d continuare ad essere protagonista proprio dei temi evidenziati». Un esempio? «Ne sono tangibile testimonianza i progetti nati e sviluppatisi nel territorio negli ultimi anni dal Competence Center all’Intelligenza Artificiale, dalla Casa delle Tecnologie Emergenti alla grande attenzione per la mobilità elettrica e per la guida autonoma» argomenta Appendino.

«Nessuno pensa di interferire nell’autonomia di un grande gruppo industriale come Stellantis – commenta Osvaldo Napoli, deputato e capogruppo di Cambiamo! al Comune di Torino -. Ha ragione, però, il ministro Giorgetti quando osserva che nessuno può pensare di costruire la fortuna industriale di un grande gruppo con i soldi del governo italiano senza che da questo derivino conseguenze positive per l’occupazione in Italia». E ancora Napoli: «È il caso che a Palazzo Chigi si apra il dossier Stellantis. Il governo francese non ha perso tempo, come dimostra l’intervista del ministro dell’Economia Bruno Le Maire il quale ha rivendicato la vocazione della Francia a essere nazione dell’auto. Nessuno vuole sindacare sull’orgoglio legittimo dei nostri vicini, ma la vocazione di Torino, come di Melfi o di Cassino, non è diversa da quella della Francia. Sono sicuro che il governo italiano al momento di destinare parte dei fondi del Recovery alla mobilità sostenibile, si preoccuperà di renderla sostenibile in Italia prima che altrove, con auto prodotte in Italia».

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