Andrea Agnelli (Depositphotos)
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

La Signora adesso trema

Giocatori sconosciuti ai più scambiati a prezzi molto alti. Oltre 280 milioni di plusvalenze sospette, una misteriosa scrittura privata che riguarderebbe nientemeno che CR7. C’è tutto questo, e anche di più, nell’inchiesta che ha travolto la la Vecchia Signora. Ed è un’ipotesi inquietante, che fa tremare la società italiana più importante d’Europa, ma anche Torino, di cui è un simbolo, quella che emerge dal decreto di perquisizione consegnato venerdì ai sei indagati tra cui figurano Andrea Agnelli, Fabio Paratici e Pavel Nedved. Con i vertici societari che – scrivono i pubblici ministeri Marco Gianoglio, Mario Bendoni e Ciro Santoriello – si sarebbero «assicurati un ingiusto profitto nei bilanci e nelle comunicazioni dirette ai soci esponendo consapevolmente fatti materiali non rispondenti al vero sulla situazione economica patrimoniale della società». Come? «Attraverso proventi da gestione dei diritti dei calciatori e con plusvalenze da cessione dei diritti degli stessi», gli indagati avrebbero messo «in atto operazioni di scambio di tesserati connotate da valori fraudolentemente maggiorati, così da generare un ricavo di natura meramente contabile e in ultima istanza fittizia pervenendo a perdite di esercizio ben minori di quelle reali». Uno schema semplice, che sarebbe stato utilizzato in più occasioni, ma difficile da dimostrare. Perché a un calciatore, in linea teorica, ciascuno può attribuire il valore che crede. E gli stessi inquirenti, negli avvisi consegnati venerdì dopo la chiusura di Piazza Affari, non possono che parlare di “anomalie”. Dunque, sospetti. Che però, ritengono i finanzieri, sarebbero confermati dalle conversazioni intercettate. I pm, nel decreto, ne riportano alcune. Meglio: alcune frasi che non si sa quando, in quale contesto, e soprattutto da chi siano state pronunciate. «Hanno chiesto di fare plusvalenze, che almeno Fabio (Paratici, secondo i pm, ndr), doveva fare le plusvalenze e le facevi». E poi: «Gli “ammortamenti e tutta la m. che sta sotto che non si può dire». E ancora: La società è «una macchina ingolfata». Un’altra telefonata riguarderebbe il presidente Agnelli «che sarebbe stato consapevole – scrivono i pm – della condotta del collaboratore ex manager bianconero e delle conseguenze estremamente negative sotto il profilo finanziario non certo derivanti soltanto dal contesto pandemico in atto». Tanto da dire al telefono «sì, ma non era solo il Covid, questo lo sappiamo bene». Dal 2019 al 2021, la Juve ha contabilizzato plusvalenze per più di 322 milioni: quelle sospette ammontano a 282 milioni. E i pm citano «a mero titolo di esempio», alcuni casi tra cui l’acquisto, con una “operazione a specchio” di Aké Marley per 8 milioni di euro, con contestuale cessione alla stessa cifra all’Olympique de Marseille di Tongya Heubang Franco Daryl per una cifra identica. Capitolo Ronaldo, che non è indagato. La finanza, hanno ordinato i pm, deve cercare «documenti e scritture private» relative al contratto e alle retribuzioni arretrate. Qualcuno, intercettato, parta di una «carta famosa che non deve esistere teoricamente». Voci di corridoio riferiscono di un accordo firmato durante il lockdown, quando gli stipendi dei calciatori vennero sospesi per tre mesi. Ma sono soltanto voci.

stefano.tamagnone@cronacaqui.it

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