Foto d'archivio (Depositphotos)
Buonanotte

La setta che si infetta solo in ditta

Il governo imperversa con la sua politica di aiuti mancati, mascherine calmierate inesistenti, soldi fantasma, decreti che cambiano (ed escono sui media) dieci volte prima di uscire nella versione definitiva. E’ la tipica tattica dei regimi. Lo Stato che vuole la cieca fedeltà dei propri sgherri e la gratitudine dei propri funzionari non ha che da promulgare leggi nebulose e discrezionali, ma con sanzioni folli per chi ad esse contravviene.

Così i sudditi saran pronti a tutto (corruzione compresa) per farle interpretare con tolleranza a loro vantaggio, evitando le sanzioni. L’ultima mazzata alla classe imprenditoriale Conte l’ha data lasciando all’Inail (su dettatura sindacale) il compito di stabilire le norme anticovid per le aziende riaperte (bar, negozi, ristoranti, alberghi e bagni compresi) e vigilare sulla loro applicazione. Oltre alle spese (folli), si prevede un uragano di multe. Basta vedere ciò che l’accoppiata Pdsindacati ha preteso e ottenuto: ogni infezione contratta a lavoro ripreso sarà trattata non come malattia, ma come infortunio, che costa di più al datore di lavoro e rende di più al lavoratore in risarcimenti, invalidità e assenze retribuite. Non importa che il Covid possa colpire ovunque fuori dal luogo di lavoro: lo si presumerà contratto lì. Toccherà all’imprenditore dimostrare il contrario.

Multe, processi, spese legali: un’altra pugnalata al padronato. D’altra parte alcuni giudici non hanno forse già sentenziato che gli incidenti stradali occorsi sul tragitto casa-azienda e ritorno sono da considerare infortuni sul lavoro? E’ così che i bellaciao continuano a tosare e mungere il gregge moribondo. Vedremo cosa si inventeranno quando creperà.

collino@cronacaqui.it

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