L'attesa all'esterno di uno degli istituti della città
Il Borghese

Se la scuola va da Dio…

Tutto bene al primo giorno di scuola? «Oh sì da Dio» si potrebbe rispondere, specialmente lì dove gli studenti si sono trovati sui banchi della chiesa anziché quelli di scuola. Già, perché per loro i nuovi banchi a rotelle, che pure ci sono in altre classi dello stesso istituto, non sono arrivati. Prima lezione davvero efficace: non è vero che la scuola (la vita) è democratica e tutti sono uguali. Seconda lezione, che piacerebbe a Forrest Gump: i banchi sono come i cioccolatini non sai mai quello che ti capita (quello moderno a rotelle ma concepito solo per destrorsi, oppure quello con appiccicata sotto la cicca del nonno, come da metafora che piace tanto ai grillini governativi). Ma in fondo questi sono dettagli, perché sapevamo tutti benissimo che ci sarebbero stati problemi in questa giornata: a cominciare dai docenti, perché quando mai la scuola ha pensato di far cominciare l’anno con tutti i prof in cattedra, tutti gli incarichi assegnati, compresi quelli di sostegno? I problemi di questa scuola non li ha causati il Covid, che semmai li ha evidenziati così come mesi fa ha drammaticamente messo a nudo l’insufficienza delle nostre terapie intensive (per tacere di quanto accaduto nelle Rsa). E non è certo colpa del mondo della scuola se all’esterno degli istituti si sono formati assembramenti (un po’ per i controlli agli ingressi un po’ per l’afflusso maggiore del solito di genitori forse anche un filo ansiosi), se autobus e tram erano affollati ben oltre i “limiti”previsti di capienza. Ecco perché si può dire che è andata benissimo, nonostante i problemi: perché tutto è andato avanti senza sorprese, tutto quello che è accaduto (e accadrà) era ampiamente prevedibile e previsto.

andrea.monticone@cronacaqui.it

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