Foto di repertorio: depositphotos
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

La scuola resta un problemone

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Mi auguro di cuore che la riapertura delle scuole in presenza (100% degli studenti) non rappresenti una falsa partenza. Per le aule, che con o senza i famigerati banchi a rotelle sono rimaste esattamente com’erano ad inizio pandemia, per l’impossibilità di effettuare uno screening con i test rapidi agli studenti e poi per l’irrisolto sistema dei trasporti pubblici. Che finisce di essere il vero problema tra i problemi. Già, perché ammesso e non concesso che la capienza dei mezzi sia realmente ridotta al 50% dei posti disponibili, non occorre essere laureati in matematica per capire che ne occorrono il doppio di quelli in circolazione per garantire un limite accettabile di sicurezza. Ma come? E quando«? Vero è che sono stati stanziati a livello nazionale 309 milioni di euro per i nuovi acquisti ma i mezzi servirebbero lunedì prossimo e, francamente, non se ne vede traccia. Non solo: servirebbe anche un forte rincalzo di bus privati, visto che solo in Piemonte ne servirebbero un migliaio in più. Come dire che cercare la soluzione del problema, sul tavolo da più di un anno nell’arco di una settimana pare praticamente impossibile. E allora, come sempre, si cercherà di suggerire ai presidi la solita cura con i pannicelli caldi: ingressi scaglionati (che tuttavia i dirigenti scolastici rifiutano a priori perchè significherebbe allungare il calendario delle lezioni quasi a metà luglio), ore di lezione di 50 minuti, turnazioni e per chi è davvero in difficoltà, ritorno alla didattica a distanza. Occhio e croce, secondo quanto trapela dagli uffici a Torino e provincia solo una scuola su 3 potrebbe, con “un rischio calcolato” passare da zero al 100 per cento di studenti in presenza. Più probabile che in ogni classe si arrivi al 50% o poco più. Per dirla tutta, infine, c’è il problema degli assembramenti visto che con le aule piene zeppe il distanziamento salta e non basterà (come dice qualche furbastro) aprire le finestre per garantire un sufficiente ricambio di aria. Troppi problemi per pensare a lunedì 26 aprile come una nuova liberazione…

beppe.fossati@cronacaqui.it

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