scuola de gelosi
Spettacolo
TEATRO REGIO

“La scuola de’ gelosi”: ecco il lato divertente firmato Antonio Salieri

La commedia che non viene rappresentata da due secoli. Schwarz: «Ai torinesi e ai piemontesi, dico di venire a farsi un’idea, divertirsi, per trascorrere una serata stupenda»

Di Antonio Salieri, più che la sua musica, si ricorda la rivalità con Mozart, rivalità che alimentò su Salieri accuse di plagio e addirittura di omicidio nei confronti del maestro di Salisburgo. Eppure il compositore veneto, apprezzato in vita e ora quasi dimenticato, fu autore di successo, musicista eccezionale. «Pensiamo di conoscere Salieri e invece non è così. Salieri si trova nel pantheon dei compositori operistici e la sua produzione è oggetto di riscoperta a livello internazionale». A dirlo il direttore artistico del Regio di Torino Sebastian F. Schwarz che porta per la prima volta nel teatro lirico di piazza Castello uno dei più grandi successi del musicista di Legnago, “La scuola de’ gelosi” nell’edizione musicale a cura di Ingrid Schraffl. La divertentissima commedia degli equivoci, composta su libretto di Caterino Mazzolà, andrà in scena questa sera (e per cinque recite, fino al 21 maggio) con la regia di Jean Renshaw. L’allestimento è quello coloratissimo del Regio che si rifà alla produzione originale del Theater an der Wien in der Kammeroper, commissionata nel 2017 proprio da Schwarz in seguito ad un progetto di ricerca dell’Università di Vienna. Sul podio alla guida dell’Orchestra del Regio salirà Nikolas Nägele, mentre protagonista nel ruolo delle tre coppie di gelosi, la coppia dei conti, quella dei borghesi e quella dei servitori, un cast di giovani interpreti: Omar Mancini (il conte di Bandiera) , Elisa Verzier (la contessa), Askàr Lashkin (Blasio), Carolina Lippo (Ernestina), Adolfo Corrado (Lumaca), Anna Marshania (Carlotta) e Joan Folqué (Il tenente); al clavicembalo Jeong Un Kim. E per loro sarà un continuo girare. «Girare letteralmente – conferma Schwarz – . Lo spettacolo infatti è tutto basato su tante porte che girano in continuazione, che vengono battute, aperte, semichiuse, sbarrate, che vengono usate per spiare. Sarà uno spettacolo molto concentrato, perché è proprio il genere dell’opera buffa di fine Settecento a richiederlo».

Per i melomani, questa, un’occasione davvero da non perdere. L’ultima volta, infatti, che a Torino risuonarono le note del dramma giocoso di Salieri, andato in scena per la prima volta a Venezia nel 1778 e poi allestito per oltre cinquanta produzioni in tutta Europa fino all’inizio dell’Ottocento, fu più di due secoli fa, nel 1789. Per questo il direttore artistico invita «non solo il pubblico del Regio, ma in generale i torinesi e i piemontesi, a venire per farsi un’idea, divertirsi, trascorrere una serata stupenda e rendersi conto dell’importanza del loro patrimonio culturale».

Il ricavato della recita di venerdì 20 maggio sarà devoluto a Save the Children per l’emergenza in Ucraina.

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