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Buonanotte

La sciarpa di pitone

Nel 1895 sulla Gazzetta Piemontese c’era l’annuncio del “Professore A.Ursumando” di Napoli che prometteva di guarire l’impotenza sessuale con le sue “pillole afrodisiache tonico-ricostituenti approvate dal ministero dell’interno, ramo sanitario”. Noi teste canute ricordiamo ancora quegli annunci sulla Settimana Enigmistica, Il Monello, L’Intrepido, in cui si vendevano gli occhiali a raggi X per vedere le donne nude sotto i vestiti, e il “richiamo d’amore”, l’apparecchietto “ad onde ultrasuoniche” che provocava nelle donne “un’eccitazione sessuale spontanea alla distanza di 5 metri”. Io però a 6 anni ho ancora fatto in tempo a vederne uno vero, di ciarlatano. Era al mercato di Piazza Benefica e vendeva il solito unguento miracoloso che guariva tutto. Per radunare il popolo maneggiava un pitone, e all’improvviso me lo mise al collo. Io non sapevo che è un serpente innocuo, e restai pietrificato dal terrore: “niente paura – fece lui pronto – se anche ti morde, col mio unguento guarirai in pochi minuti”. Il mestiere del ciarlatano lo inventammo noi italiani nel ‘700. Il nome deriva da “ciarla” (parola svelta e mendace), e lo troviamo quasi invariato in tutte le lingue europee. Fummo presto imitati, ma restammo gli indiscutibili maestri nel settore. Politici a parte, oggi abbiamo anche il re: è un tipo coi capelli lunghi e gli occhialini che spazia con la sua azienda dall’editoria all’e-commerce, dalla Tv privata agli eventi dal vivo, e fa milioni a palate promettendo ai gonzi di guarire da ogni male con la sua dieta e i suoi integratori, vivendo fino a 120 anni sani come pesci. Moderno? Bàh… tutto deve cambiare per restare come prima, diceva il Gattopardo. Però il pitone era più poetico.

collino@cronacaqui.it

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