ciclabile umana
Cronaca
CORSO VITTORIO

La rivolta dei ciclisti all’alba: «Vogliamo più sicurezza»

La “ciclabile umana” protagonista della protesta di ieri mattina

Dalle prime ore di martedì mattina decine di ciclisti si sono disposti in fila indiana a ridosso della bike lane di corso Vittorio Emanuele, a pochi passi dal monumento, per proteggere con i propri corpi e le proprie bici chi pedalava in quel tratto di strada. È la “ciclabile umana”, un’iniziativa targata Fiab Torino Bike Pride e Fiab Torino Bici e dintorni, due associazioni impegnate a promuovere la mobilità leggera e la sicurezza di chi sceglie le due ruote. «Circa un mese fa anche il Consiglio comunale ha approvato una mozione per ridurre a 30 km/h la velocità sulle strade senza diritto di precedenza. Ma è solo l’inizio, perché mancano ancora tempi e progetti certi per vedere realizzata questa mozione», scrivono i promotori dell’iniziativa. La scelta del luogo non è casuale: ogni giorno, in quel tratto di corso Vittorio, decine di auto usano la corsia preferenziale per la sosta o la fermata, mettendo a rischio la sicurezza dei ciclisti. Il problema è stato discusso in Circoscrizione 1, dove pochi mesi fa è stata presentata una mozione per chiedere un monitoraggio a cura della municipale. «Chiediamo strade sicure e il rispetto delle infrastrutture per la ciclabilità», commenta Elisa Gallo, presidente di Fiab Torino Bike Pride. Molte le iniziative “gemelle”: anche a Milano, Genova, Cagliari, Roma i ciclisti hanno organizzato flash mob per chiedere che venga rispettato il diritto alla sicurezza stradale, un appello rivolto in primis alle istituzioni. «Le bike lane sono un’otti – ma innovazione del Codice della strada, ma perché funzionino ci vuole una comunicazione chiara da parte dei Comuni – spiega Beppe Moscardini della Consulta per la mobilità di Palazzo Civico –. Altrimenti accade come con le case avanzate: gli automobilisti non sanno cosa siano e non le rispettano».

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