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Buonanotte

La riscossa della brufola

Dopo il bando dei capelli neri dai palazzi mediatici in favore di quelli grigi e bianchi, dopo il capello-spione con dentro l’isotopo della povertà, voglio completare la mia “trilogia del capello” parlando dell’ennesima cretinata partorita dalla mania del politicamente corretto: l’abolizione da parte della Unilever della dicitura “per capelli normali” sui flaconi di shampoo. La nuova teoria della ‘bellezza positiva’ ci obbliga ad avere una bellezza particolare, assolutamente mai normale. E’ il Dio-marketing che lo impone, forte dei sondaggi secondo i quali l’uso della parola ‘normale’ sui flaconi dei prodotti di bellezza ha un impatto negativo su 8 giovani su 10. Quindi bisogna, se non abolire la normalità (che è impossibile), almeno nasconderla, ignorarla, e vivere solo di eccezioni. Dobbiamo sentirci tutti eccezionali. Possiamo avere il capello crespo, sottile, ribelle, grasso, sfibrato, ma guai ad averlo ‘normale’. Una volta la valenza negativa ce l’aveva il suo contrario: anormale. “Tu non sei mica normale” si diceva per offendere. Oggi si rovescia tutto. Anormale vuol dire solo ‘particolare, raro, elitario, degno di cure apposite”. E’ la riscossa della brufola sulla pelle liscia. Ecco le masse sollevarsi al grido di “normale sarai tu!”. Normale io che ho i capelli sottili da generazioni? Io che ho la pelle come i campi Flegrei, piena di sfoghi?? Calmi, calmi, per carità! Avrete tutti lo shampoo o il balsamo o la crema che vi serve. Ma vi serve a cosa? Ad avere non i vostri soliti capelli capricciosi o stanchi , ma ‘lisci come seta’? Insorgerebbero subito i ricci, i crespi e i calvi. Ad averli solo robusti e sani? Allora normali! Sì, sacocin. Ma as peul nen scrive.

collino@cronacaqui.it

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