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Cronaca
Viaggio tra i borghi Aurora e Rossini

«La rinascita passa attraverso i cantieri, lo sport e la cultura»

L’hub Cecchi Point è l’anima del territorio mentre la Nuvola Lavazza rappresenta il grande investimento

La periferia che sogna una rinascita ha un nome preciso: borgo Aurora. Spesso al centro di episodi di cronaca e di polemiche, il quartiere della Settima circoscrizione vive una fase di profondo rinnovamento. In parte iniziata, con l’avvento del nuovo PalaSermig: il palazzetto sportivo di via Carmagnola. Grazie ad una proposta della Circoscrizione 7, è stata messa a bando l’area che ospitava i campi di calcio a cinque ormai in grave stato di conservazione. Una rinascita attorno al quale spiccano, però, ancora molte questioni sempre vive ma ancora in rampa di lancio: le Grandi Motori, l’area Ponte Mosca, l’ex mercato dei fiori. Pur riconoscendo che per tutti questi casi spinosi l’amministrazione 5 Stelle ha già previsto una serie di progetti che dovrebbero partire nel corso del nuovo anno.

DAL CECCHI POINT AL TEATRO
In Aurora la cultura è un punto fermo. A cominciare dal Cecchi Point, hub presente da 19 anni sul territorio. Una casa del quartiere, incubatore di interventi, luogo di integrazione e cultura grazie anche al lavoro messo in campo dalle associazioni del territorio. Al Cecchi Point si può trovare un corso di teatro per bambini, il circo e uno sportello di accoglienza per le famiglie. In Aurora ecco anche l’associazione culturale Acti Teatri Indipendenti, costituita nel 1997, che si occupa di divulgare la cultura teatrale attraverso l’attività produttiva della compagnia teatrale e l’organizzazione di stagioni, rassegne e laboratori di formazione. Le attività dell’associazione (attiva in San Pietro in Vincoli) si riferiscono principalmente a tre ambiti: produzione teatrale, organizzazione di eventi culturali e teatrali e formazione.

L’ESPANSIONE
Un territorio diviso in due zone. Da una parte l’area che si sviluppa a partire dal Borgo Rossini, in forte espansione grazie al nuovo polo universitario (Campus Einaudi), la rinnovata sede dell’Italgas, l’istituto Iaad e la Nuvola Lavazza di via Bologna, vero fiore all’occhiello. Dall’altra l’area occidentale del quartiere, quella che sorge attorno ai palazzoni di corso Giulio Cesare e corso Vercelli. Qui si aspettano alcuni innesti, come il recupero della linea ferroviaria di via Saint Bon e il riutilizzo della vecchia Astanteria Martini di largo Cigna. Una zona che si caratterizza per la presenza di immigrati stranieri, che è andata intensificandosi a partire dal 2000. E di lotte, ormai decennali, tra comitati, associazioni commercianti e amministrazioni. Sul tema, sempreverde, della sicurezza delle strade e dei giardini pubblici e delle riqualificazioni.

«GRANDE IDENTITA’»
Aurora, una delle zone più popolose di Torino, è stata spesso definita «una periferia in centro». Del resto dalla Torino Romana e da Palazzo Civico, cuore del centro, dista poche centinaia di metri. «Aurora è un territorio dalle grandi potenzialità, anche per la sua vicinanza al centro – spiega l’assessore alle Periferie di Palazzo Civico, Carlotta Salerno -. E’ un collante tra la zona aulica e le aree più decentrate. Anche qui bisogna fare sistema tra privati e amministrazione e lavorare sulle contraddizioni di un’area che vede da un lato grandi riqualificazioni (per esempio Lavazza) dall’altro lato grandi problematiche, ad esempio sulle sponde del fiume e su alcuni giardini».

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