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Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

La “rinascita” di Maurizio

Un miracolo proprio nel giorno (il 23 giugno), del Santo Patrono di Torino, Giovanni Battista, ma anche ricorrenza di un altro beato piemontese, don Giuseppe Cafasso. Gli elementi soprannaturali per classificare la rapida disponibilità di un cuore per Maurizio Calorio, geometra di 47 anni di Alba, trapiantato alle Molinette e salvo, appunto per “miracolo”, ci sono tutti, almeno per i credenti. La gioia per la “rinascita” del giovane papà di Sofia, di soli due mesi, deve però fare i conti con una grande sofferenza. Non solo quella del geometra vittima di un improvviso infarto e quello della sua compagna, Silvia Duca, 42 anni, operatrice ospedaliera a Verduno e novella sposa in una corsia d’ospedale, quando ormai ogni speranza sembrava perduta, ma anche quella di una famiglia di Napoli, il cui figlio 19enne ha perso la vita cadendo dalla moto e sbattendo violentemente il capo. Una corsa disperata all’ospedale per tentare un altro miracolo, che però non c’è stato. Dopo 10 giorni di coma il ragazzo non ce l’ha fatta, è spirato e mamma e papà hanno scelto l’espianto, «per salvare un’altra vita e in qualche modo per esorcizzare la morte, e pensare che una parte di Antonio – quella più importante, il cuore che racchiude l’anima -, possa continuare a vivere». Oggi nel petto di Maurizio Calorio batte un cuore giovane e sano, di un atleta, di un canoista medaglia di bronzo agli Europei Under 21 dello scorso settembre in Normandia. Silvia e Maurizio avevano deciso di rendere eterno il loro amore in un momento drammatico: in ospedale, di fronte a medici e infermieri e all’ufficiale di Stato Civile che li ha uniti in matrimonio. Entrambi sapevano che non ci sarebbe stato un domani e non in senso lato; Maurizio non avrebbe avuto più di 24-48 ore di vita. Le nozze sono state celebrate in un clima «surreale», così ha detto Silvia, tra palloncini e cuori rossi e la luce del diafanoscopio. L’apparecchiatura medica che dopo aver illuminato migliaia di radiografie, ha portato un raggio luminoso su un destino disperato. In fondo al letto non c’erano i fiori d’arancio, ma le fotografie della piccola Sofia. Accanto a Maurizio, la sposa con un bouquet speciale, composto con i tappi colorati delle provette dei prelievi di sangue. Pochi minuti di angosciata felicità, di commozione, di lacrime e di sguardi intensi. Poi, a rito celebrato, c’è stata una telefonata da Napoli, un regalo di nozze per la coppia albese: un cuore per Maurizio. Quella disperata speranza per un trapianto salvavita, è divenuta realtà. Da lì sono iniziati i preparativi, non per il ricevimento nuziale, ma per l’organizzazione dell’operazione chirurgica. «È partito un volo speciale per il prelievo del cuore, la sala operatoria a Torino è stata allestita per il giovane sposo ed è cominciato il trapianto», ricorda il professor Mauro Rinaldi, direttore del reparto di Cardiochirurgia delle Molinette. Fuori dalla sala, Silvia ha atteso notizie per sette ore, con il cuore in gola e pregando la Madonna, «perché sono credente». Il trapianto è stato eseguito dal professor Massimo Boffini dell’équipe del professor Rinaldi, con l’aiuto della dottoressa Erika Simonato e del dottor Matteo Marro e degli anestesisti Andrea Costamagna e Daniele Ferrero. Il cuore è ripartito perfettamente, l’Ecmo (l’ossigenazione extracorporea a membrana) ora non serve più: è stato rimosso e dopo l’intervento, il paziente è tornato nel suo letto in terapia intensiva e Silvia è scoppiata in un pianto liberatorio di gioia. Il decorso post-operatorio si svolge in modo regolare, Maurizio è stato estubato e risvegliato. Poi, è stato trasferito nell’Unità Coronarica della Cardiologia universitaria (diretta dal professor Gaetano Maria De Ferrari). Attualmente si trova nel reparto di degenza di cardiochirurgia per proseguire le cure. «È una doppia notizia bellissima a lieto fine per l’uomo e per la coppia – è stato l’augurio di Giovanni La Valle, Direttore generale Città della Salute -. Complimenti alle nostre équipes ed al sistema trapianti, che ancora una volta si confermano punto di eccellenza della Città della Salute. Che sia per questo nuovo nucleo familiare un inizio di una nuova vita felice insieme».

marco.bardesono@cronacaqui.it

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