Cacao
Spettacolo
PARCO VALENTINO

La rinascita del Cacao al palo: «Non riaprirà entro l’estate»

Conticelli (PD): «Dobbiamo incoraggiare la buona movida»

Non riaprirà nemmeno quest’estate. Per il Cacao, la più famosa tra le ex discoteche del Valentino, il futuro resta ancora incerto. Una mozione a firma Pierlucio Firrao (Torino Bellissima) chiede di riaprire il locale di viale Ceppi, ormai in disuso dal 2018, per cui un bando ancora non c’è. Le sorti dell’ex discoteca sono da tempo sotto la lente della Giunta, che ancora spera di accelerare su recupero e messa a gara dell’immobile. Sull’edificio però persistono degli abusi edilizi, sanati solo in parte.

«Bagni e terrazzamenti sono stati riportati allo stato originario, mentre il resto della struttura è al vaglio degli uffici dell’edilizia», spiega Firrao. Proprio i bagni ampliati senza autorizzazione erano costati la revoca della licenza. Il (fu) Cacao del resto è un locale che potrebbe fare gola a molti: in pieno parco del Valentino, in una zona dotata di parcheggi, ha registrato duemila ingressi a serata fino alla chiusura.

«Per la città può essere un vanto farlo ripartire, sia per il prestigio dell’area sia perché consentirebbe di allentare la pressione su San Salvario», commenta il consigliere. Il Comune infatti è stato condannato in primo grado a risarcire gli abitanti di San Salvario con una somma monstre (1,2 milioni) «per non aver assunto misure necessarie a contenere entro i limiti di legge i rumori notturni provocati dalla movida». In appello la condanna è stata poi ridimensionata.

«Il Cacao era il primo locale per consumi in Italia, nonostante lavorasse cinque mesi l’anno – ricorda Firrao – e peraltro recava meno disturbo, perché non era attaccato alle case». Il rilancio mette d’accordo maggioranza e opposizione. «L’intervento delle forze dell’ordine riguarda gli abusi, lo spaccio: non può essere affidata loro la gestione ordinaria del problema – commenta la capogruppo Pd Nadia Conticelli -. Dobbiamo incoraggiare la buona movida, allentare il flusso su alcuni quartieri e non spegnere le luci a mezzanotte, altrimenti il risultato è che incoraggiamo proprio la movida che non vorremmo».

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