IL PRODOTTO TIPICO

La ricotta del fieno creata negli alpeggi e invidiata all’estero

Il “saras del fen” della Val Pellice

«Il primo a promuoverlo è stato lo chef stellato Walter Eynard del Flipot di Torre Pellice e, quando è diventato presidio Slow Food, il saras del fen è uscito dai suoi confini, perché prima era consumato per l’80% in Val Pellice, dove viene prodotto».

Parole di Franco Turaglio, ristoratore di Cavour, fondatore della condotta pinerolese di Slow Food, che l’anno scorso ha festeggiato 30 anni. E quest’anno ricorre un altro anniversario importante: i 20 anni dall’inserimento della ricotta della Val Pellice, avvolta nel fieno, tra i presidi Slow Food presentati al Salone del Gusto del 2000.

Secondo Turaglio c’è ancora molto da fare, perché il prodotto ha potenzialità: «Piace a tutti e non esistono formaggi simili, malgrado si producano diversi tipi di ricotta».

Una delle sue particolarità è il fatto di essere avvolta nel fieno per una tradizione lanciata dai malgari, che la producevano negli alpeggi e poi, per trasportarla a valle, avvolgevano le forme tondeggianti nella festuca, conferendole un sapore piacevolmente erbaceo.

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