Ps4, Xbox One, Pc

LA RECENSIONE – Resident Evil 2

Era il 1998: Titanic vinceva 11 Oscar, veniva annunciata la creazione dell’Euro, Prodi era capo del governo, Marco Pantani trionfava a Giro e Tour e per l’Italia i rigori ai Mondiali erano ancora un incubo. Ma per i videogiocatori tutto questo ha poca importanza, perché quello che ha reso quell’anno indimenticabile è stato un gioco per la prima PlayStation: Resident Evil 2. Sono passati 21 anni e tre generazioni di console più tardi, Capcom ha deciso di riportare in vita uno dei titoli che hanno segnato l’industria videoludica. Il remake di Resident Evil 2 non è solo lo stesso gioco con una grafica migliore, è un atto d’amore verso chi a Raccoon City ha passato parte della propria gioventù (di solito, le notti con gli amici) e al tempo stesso anche verso la propria creatura più celebre. E naturalmente anche verso chi è troppo giovane e quel gioco non aveva mai avuto l’occasione di provarlo.

LA TRAMA

L’intro ci fa subito capire che dall’originale sono passati vent’anni, con la sua grafica moderna e la regia cinematografica, mostrandoci un camionista distratto che investe una strana donna mentre in una stazione di servizio si incontrano Claire e Leon, un poliziotto che sta raggiungendo Raccoon City dove dovrebbe prendere servizio per il suo primo giorno di lavoro. Che in zona ci sia qualcosa di quantomeno strano è già piuttosto evidente ma i due, invece di tornare da dove sono venuti, decidono di raggiungere proprio Raccoon City per chiedere aiuto. Qui, manco a dirlo, trovano una situazione alquanto complicata visto che gli abitanti della città hanno la brutta abitudine di andarsene in giro per le strade anche dopo essere morti. Proprio in questo momento arriva il Tir visto nelle scene iniziali: il camionista era sceso per soccorrere la donna e questa, come si può intuire, non è stata una buona idea. Il mezzo, fuori controllo, piomba sulla strada e finisce con il dividere Claire e Leon. Da qui comincia la lunga avventura dei due, alla ricerca di una via per fuggire e, al tempo stesso, della verità su cosa sia accaduto a Raccoon City.

Come nell’originale, il gioco ha due campagne principali, una delle quali ha come protagonista Leon e l’altra Claire. Il remake in linea di massima segue la stessa trama ma presenta comunque alcune differenze, inserite sia per offrire qualche novità che per adattarsi ai tempi, come enigmi diversi, nuove stanze e mini aree. Oltre ai due protagonisti, avrete modo di misurarvi anche con due personaggi secondari: Ada Wong e la sua possibilità di comandare a distanza i dispositivi elettronici, e Sherry Birkin che sarà impegnata in un’area stealth totalmente inedita. Completare il gioco a livello intermedio richiederà una ventina di ore.

IL GAMEPLAY

Gli sviluppatori si sono sforzati di mantenere il gameplay originale, facendo solo qualche piccola concessione ai venti anni che sono trascorsi. Questo significa che resta intatto il livello di difficoltà mediamente più elevato di quanto siamo ormai abituati, con un inventario limitato, l’energia che non si ricarica automaticamente e nemici piuttosto ostici. Anzi, questi ultimi forse sono anche più forti del passato, visto che servino diversi colpi di pistola per abbatterli, anche riuscendo a centrare la testa (cosa non semplicissima visto che gli zombi sono più veloci e barcollanti, in sostanza più realistici, rispetto al passato).

Sostanzialmente, il concetto è sempre lo stesso. Dovrete esplorare tutto l’ambiente di gioco alla ricerca degli elementi necessari a risolvere gli enigmi di cui è disseminata la centrale di polizia. Inizialmente avrete accesso solo a un numero limitato di stanze, poi mano a mano scoprirete chiavi e strumenti che vi permetteranno di aprire quelle prima inaccessibili. Questo significa che farete parecchio backtracking, tornando più volte sui vostri passi e in zone già esplorate per aprire una stanza chiusa e trovare elementi utili a proseguire nell’avventura. Il consiglio quindi è quello di procedere con calma, facendo attenzione a non dimenticare qualcosa perché altrimenti vi troverete a fare avanti e indietro ancora più volte di quanto necessario.

Lungo la vostra strada non troverete solo chiavi, schede magnetiche e elementi di “puzzle” vari. Nel vostro zaino potrete mettere anche tre tipi di piante da utilizzare per recuperare energia o da combinare per ricavare anche altri elementi, come i proiettili. Una scelta strategica non da poco, visto che le munizioni, come da tradizione, non saranno abbondanti. Occhio quindi a utilizzarle anche nel modo migliore, mirando sempre alla testa e ricorrendo ai coltelli (quando ne avete) o a qualche fuga tattica per evitare lo scontro. Naturalmente avrete anche modo di trovare armi più potenti e di ingrandire lo zaino ma gli slot disponibili saranno sempre limitati e quindi dovrete fare delle scelte. L’oggetto che non vi serve lo potrete lasciare in alcuni bauli da dove ripescarlo in seguito ma attenzione: se lo scarterete non cadrà per terra ma sparirà nel nulla, andando sprecato. I bauli di solito sono vicini alle macchine da scrivere che restano anche il punto in cui è possibile salvare i progressi di gioco ma senza che servano i nastri di inchiostro come nell’originale (che invece torneranno al livello di difficoltà più elevato).

I nemici più caratteristici restano sempre gli zombi che, come abbiamo detto, con il passare degli anni sono diventati più temibili. Ma in Resident Evil 2 torneranno anche tutti gli altri mostri che hanno turbato i nostri sonni venti anni fa. A cominciare, ovviamente, dai licker, dai cani e dal Tyrant, che rispetto al passato sarà ancora più presente, un incubo costante dal quale fuggire a gambe levate. Insomma, c’è tutto per soddisfare sia i fan più “datati” sia i più giovani.

IL COMPARTO TECNICO

Ovviamente la differenza più evidente rispetto all’originale, e non potrebbe essere altrimenti, è quella della grafica. Venti anni nell’industria videoludica corrispondono più o meno a un’era geologica e si vedono tutti. Il RE Engine compie in pieno il proprio dovere, restituendoci gli ambienti, i personaggi e i mostri di Resident Evil 2 in una veste al tempo stesso classica e del tutto nuova. Le stanze della centrale di polizia sono perfettamente riconoscibili a chi le aveva li anni ’90 e esplorarne una è come aprire una porta sul passato. Al tempo stesso è così più facile apprezzare i passi in avanti compiuti dalla grafica in questi anni, così come è altrettanto facile vederli nella realizzazione dei personaggi, delle animazioni e dei filmati, dove spicca un maggiore effetto splatter rispetto all’originale.

Nel comparto audio spiccano soprattutto gli effetti sonori. Sentire avvicinarsi qualche minaccia, in particolare i licker e il Tyrant, contribuisce in maniera eccezionale ad aumentare il grado di immersione e in certi casi va a influire anche sul gameplay vero e proprio visto che, ad esempio, i licker sono ciechi ed evitare di fare rumore mentre si avvicinano costituisce un ottimo metodo per evitarli. Buono il doppiaggio in italiano: come sempre, un fattore da non sottovalutare.

Resident Evil 2 è un gioco prodotto da Capcom e distribuito da Halifax per Xbox One, Ps4 e Pc. La versione utilizzata per la recensione è quella per Xbox One.

I VOTI

Grafica 9

Audio 9,5

Gameplay 9,5

Longevità 9

TOTALE 9,25

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