LA RECENSIONE – Assassin’s Creed Valhalla

Dopo un anno di pausa, con l’avvicinarsi di dicembre, puntuale come Babbo Natale, torna anche l’appuntamento con una delle saghe più amate, longeve (e redditizie) del mondo videoludico. Assassin’s Creed, dopo aver esplorato in lungo e in largo le civiltà mediterranee, quest’anno si trasferisce in un clima decisamente meno temperato. Andremo infatti nelle terre (e nei mari) dei vichingi, a scoprire come vivevano nei loro villaggi e come combattevano per raggiungere quel Valhalla che è anche il titolo del capitolo di questo 2020. Un anno che, lo sappiamo bene, è funestato dalla pandemia che ha messo parecchi ostacoli sulla strada non solo di Ubisoft ma di tutti i grandi produttori mondiali, costretti a fare lo slalom tra smart working e intoppi vari. Alla fine però gli sforzi sono stati ripagati e possiamo goderci questo nuovo capitolo della saga, tra l’altro giusto in tempo – non a caso – per l’arrivo nei negozi delle nuove console targate Sony e Microsoft.

LA TRAMA

Maschio o femmina? La prima cosa che dovrete fare è risolvere l’amletico dubbio. Protagonista del gioco è infatti Eivor, personaggio che può essere sia uomo che donna. Un doppio DNA giustificato narrativamente e tra cui dovete scegliere oppure no, visto che potete anche optare per una alternanza gestita automaticamente. Da questo momento quindi per comodità parleremo di Eivor al maschile ma ricordate sempre che si può declinare tutto anche al femminile.

Effettuata la vostra scelta (e personalizzato il personaggio) siete pronti per buttarvi in una avventura che prende il via quando Eivor è ancora un bambino e si trova a partecipare, con un ruolo da protagonista, a un banchetto che dovrebbe suggellare la pace tra due famiglie. Dal condizionale, avrete già capito che la festa prende una piega del tutto diversa e lo stesso Eivor si salva a fatica e solo grazie all’aiuto di suo fratello Sigurd. Anni dopo, Eivor è cresciuto e sul corpo porta ben visibili i segni di quel tragico giorno. Ma li porta anche nel cuore, tanto che la vostra prima azione sarà quella di aiutarlo a vendicarsi e recuperare l’ascia del padre, che riporterete al vostro villaggio per “restaurarla” e farla diventare la vostra prima arma.

Da quel momento, la mappa del mondo di gioco comincerà a svelarsi sotto i vostri occhi, con il consueto fiorire di missioni principali e secondarie che vi porteranno ad avvicinarvi alla Confraternita degli Assassini, a salpare alla volta dell’Inghilterra e a fondare un proprio insediamento, che ovviamente dovrete far crescere. E’ da qui, finito il lungo prologo, che si dipana il gioco vero e proprio, che narra gli sforzi di Eivor per far prosperare la propria gente. E per farlo da un lato si affida a  delle alleanze, dall‘altro non esita ad attaccare i villaggi rivali e i monasteri, da saccheggiare alla ricerca delle loro grandi ricchezze. Il tutto, ovviamente, sullo sfondo dell’eterna lotta tra Occulti e Antichi, “antenati” di Assassini e Templari. Preparatevi, prima di vedere la fine dovrete combattere ed esplorare a lungo: mettete in preventivo almeno una cinquantina di ore di longevità.

IL GAMEPLAY 

Come forse avrete intuito leggendo il paragrafo relativo alla trama, il gioco impiega un po’ di tempo a “carburare” e a svelare tutte le proprie potenzialità. Infatti, per comprendere appieno quello che avevano in mente i ragazzi di Ubisoft Montreal bisogna attendere che Eivor approdi in Inghilterra. Prima potrete comunque cominciare a buttarvi nell’esplorazione dei paesaggi nordici, nella navigazione, cantare qualche canzone tradizionale, sbizzarirvi in un gioco da tavola e soprattutto cominciare a prendere confidenza con la gestione delle armi e degli alberi di sviluppo del personaggio.

Assassin’s Creed Valhalla è infatti un gioco d’azione open world con molti elementi da GDR. Come accennato prima, una volta approdati in Inghilterra avrete di fronte una serie di missioni, la maggior parte delle quali saranno di due tipi: da un lato assalti e predazioni, dall’altro la ricerca di alleati. Nelle prime, lo schema è all’incirca sempre lo stesso: individuare l’abbazia, eliminare silenziosamente il maggior numero possibile di guardie per avvicinarsi nell’ombra e infine lanciare l’assalto (ovviamente non in solitaria, ma con l’aiuto del proprio clan). Conquistare l’edificio però non è sufficiente, perché bisognerà anche mettere le mani sul bottino più prezioso, di solito ben celato da qualche puzzle ambientale o protetto da un grosso spiegamento di forze. Più varie sono invece le ricerche di alleati, da “conquistare” in vari modi: in pratica, la conquista di un alleato arriverà alla fine di una saga in cui conosceremo nuovi personaggi e le loro storie.

Nei combattimenti, la novità principale risiede nella gestione delle armi. In pratica, potrete decidere cosa assegnare a ciascuna delle due mani: potrete così, ad esempio, impugnare due armi da taglio, un’arma e uno scudo oppure un’arma unica a due mani. In più avrete a disposizione anche un arco per eliminare i nemici in silenzio e dalla distanza. Non si tratta di modifiche puramente estetiche: lo stile di gioco è infatti profondamente influenzato dalla scelta effettuata, anche perché molto si basa sulle schivate (regolate da una barra della stamina che si svuota con l’uso). E così con uno scudo potrete affidarvi molto sulla parata e reazione (anche con un attacco più lento ma più potente) mentre l’arma a due mani vi offrirà la possibilità di mettere a segno colpi più devastanti ma vi aprirà il fianco agli attacchi avversari. Un ottimo sistema di combattimento nei duelli poco affollati ma quando sullo schermo si agiteranno un gran numero di vichinghi assetati di sangue (il vostro) la situazione tende a diventare un po’ caotica e ogni tanto vi troverete a fare un po’ troppo “smash button” piuttosto che a volteggiare tra parate e reazioni. Ovviamente tra le armi c’è l’immancabile e iconica lama celata che si può utilizzare solo contro nemici colti alla sprovvista.

Come accennato, non manca la possibilità di far evolvere il proprio personaggio. Completando le missioni ricevere dei punti talento con i quali potrete scegliere tra le tante abilità opzionali, da scegliere in base al proprio stile di gioco preferito. Analogamente, potrete anche migliorare la caratteristiche delle vostre armi preferite. Inoltre, potrete anche scegliere gli elementi della vostra armatura.

Altri dettagli in ordine sparso: tornano i dialoghi a scelta multipla, che vanno a influire sui rapporti tra i personaggi e quindi sullo svolgersi della trama. Per preparare gli attacchi, potrete contare anche su un aiuto dall’alto: un corvo che sorvolando l’area vi permetterà di individuare i punti di interesse e mettere a punto la strategia più adeguata. La salute si ripristina utilizzando delle razioni di cui non avrete mai particolare abbondanza. Il vostro insediamento può essere potenziato raccogliendo nelle razzie i materiali con cui costruire edifici ed attività che, a loro volta, permetteranno di intraprendere missioni secondarie e sbloccare potenziamenti per l’equipaggiamento.

IL COMPARTO TECNICO 

Come ben sa chiunque abbia giocato ad almeno un capitolo della saga, il personaggio non è l’unico protagonista principale di un gioco di Assassin’s Creed. Analoga importanza riveste infatti l’ambientazione. Ovviamente per noi italiani è difficile eguagliare il fascino dei capitoli ambientati  a Firenze e a Roma ma anche il freddo nord ha il suo fascino. Si può quindi immaginare la grande cura che è stata riposta nel ricreare prima i fiordi norvegesi e poi i borghi e le città inglesi: da questo punto di vista Assassin’s Creed non ha mai deluso fin dal suo primo capitolo in Terra Santa e di sicuro non lo fa neanche questa volta: come sempre, ogni tanto vi troverete a vagare per la mappa senza una meta ma con l’unico scopo di dare un’occhiata in giro, come se foste dei turisti (e in questo momento di reclusione, la tentazione è ancora più forte).

Non dimentichiamo che questo capitolo è il primo pensato anche per le nuove console. Questo significa che la grafica, come ci si poteva immaginare, è meravigliosa: paesaggi, animazioni e personaggi sono realizzati perfettamente. Tutto bene dal punto di vista del colpo d’occhio quindi ma con un piccolo – e quasi inevitabile – problema. Chi ancora non ha messo le mani su una delle nuove ammiraglie di Sony e Microsoft potrebbe notare qualche rallentamento: la nostra recensione è stata fatta su una Playstation 4 e i caricamenti in alcuni casi sono davvero lunghi.

Infine, il comparto audio. Anche in questo caso poco da dire: le musiche accompagnano al meglio l’avventura, sottolineando al meglio i momenti più epici. Ottimo il doppiaggio in italiano.

Assassin’s Creed Valhalla è un gioco prodotto da Ubisoft per Pc, Playstation 4, Playstation 5, Xbox One e Xbox Series. La versione utilizzata per la recensione è quella per Playstation 4.

I VOTI

Gameplay 9

Grafica 9

Audio 9

Longevità 9

TOTALE 9

 

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