Daisy Osakue
Il Borghese

La realtà virtuale

Il vero problema non è quello che diceva Daisy, all’uscita dall’ospedale e neppure che sia tesserata al Pd. Il problema è di quanti, nell’immediatezza del fatto, hanno cominciato a confondere le cose: un lancio di uova è diventato aggressione e qualcuno è arrivato anche a scrivere che era stata «selvaggiamente picchiata». L’ex premier Renzi per esempio, o qualche giornalista impegnato a rituittare senza prima neppure guardare i titoli sul sito del suo stesso giornale, fino a politici e attivisti assortiti che confondono la vita reale con i social network. E via di questo passo in una catena che è diventata, come si dice di solito, davvero virale. Vi abbiamo dato conto della giornata, delle reazioni, alcune appropriate altre francamente esagerate. Viene da chiedersi, a questo punto, da chi nasca davvero il cosiddetto «clima d’odio». Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha avuto buon gioco nel rispedire al mittente le critiche e farsi una sonora risata. Usando, poi, la parola migliore: «Stupidità». Che è persino troppo lieve, perché è un alibi. Tra questi ragazzi c’è chi gioca a calcio, chi fa il volontario in Croce verde, e mi domando come si concili tutto questo con l’idea di prendere l’auto del papà e andare in giro a tirare uova addosso alla gente. Vogliono chiedere scusa, dicono adesso. Facile, a mio avviso. Certo, se la vittima di questa criminale idiozia da ragazzetti annoiati non fosse stata un’atleta come Daisy, qualcuno avrebbe mai pensato addirittura di passare la notizia ai mass media? Ognuno cominci a porre delle domande a se stesso. Personalmente non riesco a pensare che la politica di Salvini sia così forte da fomentare un clima d’odio come quello che, effettivamente, si avverte in troppi ambiti (particolarmente sui social ormai andati al di là di una realtà virtuale), anzi alle volte mi pare che sia l’esatto opposto: paura e intolleranza hanno portato molti ad avere bisogno di un Salvini.

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