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Buonanotte

La pulce e l’elefante

Oggi, 49 anni fa, Neil Armstrong allunava. Poi ci tornarono altri, ma sostanzialmente quella è rimasta l’ultima grande conquista dell’era spaziale. Anche l’installazione della stazione orbitale internazionale è stata importante per il suo contributo alle ricerche, ma la missione Apollo è stato l’ultimo, enorme exploit. Da qualche anno, però, una branca di verdi mette sotto accusa la ricerca spaziale come inutile spreco di risorse, e c’è persino chi nega la veridicità dello sbarco sulla Luna. Non li convinci, i complottisti. La loro è una deviazione della mente che li porta a formulare ipotesi paranoiche (come le scie chimiche o l’11 settembre autoinflitto dagli Usa) e poi, all’insegna del «io sono più furbo di tutti, a me non la danno a bere», li rende aggressivi, intransigenti, disposti anche a creare false prove per supportare la loro tesi e a rifiutare come falsa a priori ogni prova contraria. In questa follia trova terreno fertile la teoria della “decrescita felice” che vede nell’estinzione della specie umana la migliore delle sorti che possano capitare al pianeta Terra. Tenuto conto che l’impatto di un grande asteroide potrebbe anche accontentarli, come successe 65 milioni di anni fa ai dinosauri, l’estinzione dell’uomo è possibilissima, e lascerà indifferente mamma Terra. Riducendo a 24 ore i 4,5 miliardi della sua vita, noi umani siamo comparsi “solo” 2 milioni di anni fa, pochi secondi prima della mezzanotte. Siamo una pulce su un elefante. Potremo estinguerci per un meteorite o una guerra atomica pochi secondi dopo: saranno comunque altri milioni di anni. Davvero questi complottisti si sentono così importanti da voler dettare i tempi alla natura?

collino@cronacaqui.it

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