Palazzine bunker in via Sospello, a Torino, contro tossici e prostitute
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LA PROTESTA. Torino, faretti e filo spinato sui muri per tenere lontane le lucciole

Palazzine trasformate in bunker in via Sospello contro l’invasione di tossici e prostitute

Torino. Siringhe, preservativi e rifiuti tra via Sospello e via Lauro Rossi. La riqualificazione della storica cascina Fossata, per anni ritrovo di sbandati, ha portato le prostitute e i loro clienti a emigrare dall’altra parte della strada, tra la stazione Rebaudengo e corso Grosseto. Diventando l’incubo delle famiglie che si affacciano sul parco e che di fatto si sono trovate costrette a ricorrere al filo spinato e a piccoli faretti, nel tentativo di tenere lontani gli intrusi.

Una situazione surreale, figlia della poca illuminazione e di un via vai di tossici denunciato negli anni dai residenti di zona Borgo Vittoria. Il parco che si distende tra via Fossata e via Sospello è diventato meta notturna di chi ama il sesso e la droga. Come dimostrano le siringhe e i preservativi abbandonati che gli operatori ecologici trovano ogni mattina sui prati o vicino alle panchine. Qualcuno, a causa di tutto questo trambusto, non riesce nemmeno più a chiudere occhio. In via Fossata sono così ricorsi al filo spinato sui balconi per impedire l’ingresso, evidentemente non desiderato, di alcuni disperati. O il lancio dei profilattici, evidentemente per puro dispetto. E chi non si fa impaurire dal filo spinato deve fare i conti con le torri-faro e con le telecamere che danno verso l’area verde. Un caso non isolato, purtroppo. Le denunce sono aumentate negli anni ma pochi sono stati i provvedimenti.

Il Movimento Tricolore ha persino chiesto un potenziamento dei lampioni, spingendo anche per qualche controllo in più. «Di questo passo dovremmo pensarci noi a tutelare l’area verde – spiegano Massimo Bergoglio e Paolo Santomauro, autori della denuncia -. Non è ammissibile che queste famiglie vivano nel terrore dei tossici o in balia delle lucciole».

 

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