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Salute
LA CONFERENZA

La profezia nefasta di Ilaria Capua: «Niente panvaccino per l’autunno»

La virologa ha anche parlato del vaiolo delle scimmie: «Si trasmette con rapporti sessuali»

Dal virus dei pipistrelli a quello delle scimmie. Il nostro ecosistema sta continuando a soffrire: ce lo ha dimostrato il Covid che rischia di non poter essere debellato dal pan-vaccino, e ora a spaventare è anche il vaiolo delle scimmie che si sta diffondendo in tutta Europa. In Italia i casi confermati sono tre, tutti in carico all’Istituto di malattie infettive Spallanzani di Roma. Ma se ne stanno aggiungendo altri, correlati al caso zero. A fare il punto della situazione sulla pandemia e la diffusione dei nuovi virus è la virologa Ilaria Capua intervenuta ieri nella sala azzurra del Padiglione 3 del Salone del Libro per presentare il suo ultimo saggio: “Il coraggio di non avere paura” (Solferino, 16,50 euro).

LUNGHE ATTESE PER IL PANVACCINO
Di coraggio bisogna averne tanto per affrontare i virus che verranno e quelli che sono già tra noi. Tanto che Ilaria Capua ha deciso di tornare per un anno in Italia. «Il Covid ha a che fare con la mia scelta – ha detto -, voglio stare vicino alla mia famiglia e continuare a fare informazione scientifica. Io ho già fatto la quarta dose, questa al momento è l’unica via, anche perché il pan-vaccino (che dovrebbe immunizzare da tutte le varianti) non sarà pronto per l’autunno com’è stato detto». Ora la situazione pandemica è più tranquilla. «C’è l’immunità di gregge ma -ha sottolineato la virologa – deve essere mantenuta».

IL VAIOLO DELLE SCIMMIE
Alla fine dell’incontro la dottoressa Capua ha anche affrontato il problema del vaiolo delle scimmie, un virus che sta destando sempre maggior preoccupazione in tutta Europa e in Italia. I sintomi (tra cui febbre, mal di testa, dolori muscolari e eruzioni cutanee) possono essere lievi o gravi e le lesioni possono essere molto pruriginose o dolorose. È stato documentato che il tasso di mortalità per la famiglia dell’Africa occidentale è di circa l’1%, mentre per quella del bacino del Congo può arrivare fino al 10%. «Ci sono diverse segnalazione di vaiolo in vari paesi europei, si tratta di una brutta infezione, è benigna ma presenta fattori di rischio» ha spiegato Capua. Come si trasmette? «Attraverso contatti ravvicinati con persone e animali infetti, in particolare con il contatto sessuale – ha aggiunto la virologa che tende però a spegnere gli allarmismi -: Al momento starei tranquilla perché non è un virus che viaggia alla velocità del fuoco. E poi adesso, dopo la pandemia, siamo tutti pronti a prendere delle contromisure: se ci dicono di fare qualcosa lo facciamo». Il virus, originato dalle scimmie, può essere trasmesso dai roditori e di conseguenza ai cani e all’uomo. Ora le infezioni sporadiche si registrano oltre che in Italia, anche in Spagna, Portogallo e Uk, ma nel 2003 si era già verificata un’epidemia in Usa, in seguito all’importazione dall’Africa di animali non adeguatamente controllati sotto il profilo sanitario. «Delle persone avevano catturato dei ratti della Gambia in Africa che sono stati venduti negli stati Uniti, ma chi li ha comprati ha pensato bene di liberarli e da lì l’infezione è passata ai roditori locali che hanno infettato l’uomo» ha spiegato la dottoressa Capua ricordando che: «La vaccinazione contro il vaiolo è stata abolita in Italia nel 1981». Secondo l’Istituto Superiore di Sanità infatti: «È possibile che le persone che non sono state vaccinate contro il vaiolo siano a maggior rischio di infezione con il monkeypox (vaiolo delle scimmie) per l’assenza di anticorpi che, per la similitudine del virus del vaiolo con il monkeypox, possono essere efficaci a contrastare anche questa virosi».

ECOSISTEMA A RISCHIO
«E’ necessario tutelare la biodiversità – ha sottolineato Capua – perché è dalla natura che provengono le cure per le malattie, e bisogna utilizzare meno antibiotici perché dopo un po’ non hanno più effetto sull’organismo e lo smaltimento sbagliato tramite la rete idrica rischia di compromettere il nostro ecosistema, quindi, di conseguenza, si rischia di non trovare le cure».

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