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IL REPORTAGE. La consegna dei viveri con i volontari Caritas

La paura del domani assedia le “popolari”. «La tensione cresce»

Per le famiglie più fragili si è spenta la speranza. «Nemmeno gli assistenti sociali si fanno vedere»

Sotto assedio, ancora circondati da un nemico invisibile, sono i più fragili a fare già i conti con le macerie di questa guerra. E la rabbia sembra montare all’orizzonte come un’onda sempre più vicina e spaventosa, specie ora che si pronostica una tregua alla quarantena. «Qui non c’è nessuno striscione che dice: “Andrà tutto bene”». Pochi, infatti, credono nella possibilità di un nuovo inizio tra i palazzoni popolari di corso Grosseto. Un sorriso è una chimera sulla soglia di questi cinquecento appartamenti, organizzati in un complesso di case e cortili che dall’esterno appaiono spettrali, silenziosi. Le porte si aprono solo quando a suonare il campanello sono i volontari della parrocchia San Giuseppe Cafasso, «perché altri non si presentano da quando si è fermato tutto: sono spariti anche gli assistenti sociali».

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