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Cronaca
I DATI

La paura dei ciclisti, boom di incidenti: oltre 150 persone ferite e due i morti

Da gennaio a luglio la polizia di Torino conta 171 sinistri. Casi in aumento negli ultimi vent’anni

«Su quella bici ci potevamo essere tutti». Lo striscione che si vede passando in corso Regina Margherita, all’altezza dei Giardini Reali, mostra tutta la paura che accompagna chi si muove sulle due ruote in città. Proprio nel punto dove ora si trova quel monito, lo scorso 22 giugno, ha perso la vita Francesco Convertini, un giovane di 33 anni originario di Locorotondo, travolto da una volante mentre attraversava la strada a bordo della sua bicicletta. Da gennaio a luglio la polizia municipale di Torino ha contato 172 sinistri che hanno coinvolto ciclisti. Negli scontri sono 156 le persone rimaste ferite. Due hanno perso la vita. Una di queste, era Francesco.

Non c’è un luogo ricorrente in cui avvengono gli incidenti in bicicletta, ma alcuni incroci appaiono più noti alle cronache. Un esempio su tutti è quello di piazza Statuto. È di venerdì la notizia dell’ultimo incidente che ha visto un ciclista a terra. Sono poi le cattive pratiche a rendere sempre più ricorrenti i sinistri. «È fondamentale il rispetto degli attraversamenti ciclabili o ciclopedonali, quelli con i quadrotti per intenderci» spiega Elisa Gallo, presidente di Fiab Torino Bike Pride. «Spesso chi guida un’auto li ignora completamente. Il Codice della strada in materia non è conosciuto» aggiunge.

Complessivamente nel 2021 ci sono stati 470 feriti in bicicletta in seguito a incidenti. E quest’anno il trend sembra andare verso una riconferma. Secondo uno studio della Decisio, società di ricerca e consulenza sui temi dalla mobilità e dei trasporti, gli incidenti in bicicletta sono aumentati del 60% negli ultimi vent’anni a Torino. Contestualmente all’aumento dei ciclisti stessi, ma in numero maggiore rispetto al resto d’Italia. Particolarmente difficoltosa appare la gestione delle Case Avanzate, da due anni introdotte nelle strade della città come avamposto per le biciclette al semaforo. «Pure essendo solo disegnata, la Casa Avanzata indica lo spazio per chi è in bici e può essere transitata da chi è in auto solo per svoltare» ricorda Gallo. Un altro problema riguarda la “promiscuità” delle piste, vale a dire che possono essere attraversate tanto da chi va in bicicletta, quanto dai pedoni. «È forse banale rimarcarlo – spiega la ciclista -, ma chi va in bici e chi cammina ha esigenze di spazio molto diverse».

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