Schermata 2017-03-03 alle 19.14.52
Spettacolo
Luciano Padovani porta al Concordia lo spettacolo tratto dalla storia di Shakespeare

La passione di “Romeo y Julieta”. Un dramma dal sapore tanguero

Il tutto si svolge su una scena minimale, dominata dal balcone di Julieta

“Romeo y Julieta” comincia con Julieta morta, “un inizio drammatico per una storia d’amore” dice Padovani. Julieta e non Giulietta, sì, perché il dramma di Shakespeare, raccontato dal regista vicentino intrecciando la danza contemporanea con il tango, diventa un dramma sudamericano, ambientato più a Buenos Aires che a Verona. O meglio “non c’è Verona e non c’è nemmeno Buenos Aires – puntualizza – o forse ci sono entrambi”. Coreografato e diretto da Luciano Padovani prenderà vita domani sera (ore 21) sul palco del Teatro Concordia di Venaria “Romeo y Julieta” con la Compagnia Naturalis Labor, uno spettacolo insolito e originale, coinvolgente e raffinato dove la storia d’amore e di morte più famosa al mondo si snoda al ritmo del tango.

“Sono un appassionato tanguero – spiega il regista – ma mi sono stancato dei soliti spettacoli ambientati nei soliti locali fumosi di Buenos Aires e animati dai soliti emigranti. Volevo raccontare una storia e quella di Giulietta e Romeo mi è sembrata perfetta per il tango. Il loro è un rapporto d’amore ostacolato, dove le passioni sono esaltate e la mascolinità e la femminilità ben definita”. E quale miglior danza del tango, dove l’uomo e la donna diventano un tutt’uno nell’abbraccio, per significare l’amore e la passione dei due giovani amanti? Sulle note di Piazzolla, di Sollima, Richter e di altri compositori barocchi e contemporanei eseguite dal vivo dal Mariano Speranza, Francesco Bruno, Andrea Marras, Gian Luca Ravaglia, componenti del Tango Spleen Cuarteto, una delle più famose formazioni di tango dei nostri giorni, si esibiranno sul palco dodici straordinari interpreti. Sono i tangueros Marcelo Ballonzo, Tobias Bert, Jessica D’An gelo, Loredana De Brasi, Giannalberto De Filippis, Elena Garis, Silvio Grand, Elisa Mucchi, Marco Pericoli, Selene Scarpolini.

Il tutto si svolge su una scena minimale, dominata dal balcone di Julieta, qui rappresentato da un grande portone con sopra una piccola finestra da cui si cala la protagonista. “Il balcone di Giulietta, la sala delle feste, la tomba, la piazza, luogo dello scontro tra Capuleti e Montecchi – è ancora Padovani -. In questi luoghi c’è un sapore di antico che non è antico e c’è un sapore di contemporaneo che contemporaneo non è”. “È una produzione importante – spiegano dalla compagnia – e di grande appeal. Una scommessa per il coreografo Luciano Padovani che nel corso di questi anni ha firmato numerose creazioni di tango e danza segnando spesso il sold out in vari teatri italiani”. Una carriera, quella di Padovani, iniziata come mimo e approdata poi alla danza – è stato anche danzatore alla Scala di Milano -, il tango in particolare. Il tango milonguero accostato alla “contact dance” hanno reso il suo lavoro unico, come dimostra questo spettacolo.

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo