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L’INDAGINE. Gli alberghi perdono 4,5 milioni in un weekend

E’ la Pasqua più amara. Gli hotel restano vuoti e -80% per i pasticceri

Le presenze nelle camere si riducono all’1%. Ristoranti chiusi, «e l’asporto vale solo il 5%»

Camere d’albergo vuote, ristoranti deserti e centinaia di uova di cioccolata che non lasceranno mai il magazzino. Una Pasqua così non si era mai vista.
L’emergenza coronavirus ha costretto molti a cancellare le prenotazioni di viaggio e con i ristoranti chiusi è saltato anche il tradizionale pranzo di Pasqua, un appuntamento fisso nel calendario di tante famiglie. Per pasticceri e maestri del cioccolato poi si preannuncia come una morte senza resurrezione, fatta di incassi che rasentano lo zero e paura per il futuro. I primi a soffrire la Pasqua del coronavirus sono gli albergatori che stimano, per il prossimo fine settimana, una perdita di circa 4 milioni di euro. «È tradizionalmente uno dei periodi più interessanti e remunerativi per il nostro comparto – spiega il presidente di Federalberghi Torino Fabio Borio – perché porta con sé un incremento dei flussi turistici soprattutto verso la città. Quest’anno il settore ha iniziato a scontare gli effetti della pandemia già dal 23 febbraio, quando i casi di contagio erano pochi». A oggi, i numeri dell’epidemia sono ancora preoccupanti e l’accumularsi delle cancellazioni rivela le proporzioni della crisi del settore turistico. «Le camere d’albergo non sono prodotti che si possono tenere in magazzino – spiega ancora Borio -. Le presenze perse in questo periodo sono perse per sempre e gli imprenditori si trovano di fronte a una carenza totale di liquidità».

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