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Buonanotte

La partita a scacchi con Lei

È un’età delicata, la vecchiaia. Beato chi in essa ha compagnia, curiosità da soddisfare, affari a cui badare, parenti e amici da vedere, perché pensa meno. Se no di tempo da pensare ce n’è anche troppo, chini sulla scacchiera del Settimo Sigillo… Nelle sempre più rare rimpatriate conviviali o negli incontri inattesi di vecchie conoscenze si fa subito l’appello: hai più visto Tizio? Tizio, quello che scroccava sempre le cicche a tutti, tanto che lo chiamavamo “ora et Marlbora”? È ancora in gamba? Vedi che fa bene rimanere scapoli? Ma và! Alla sua età va ancora in discoteca? Che pleuja! Girava sempre con Caio, il dentista… Come?

Caio è morto da anni? Oh basta là, non l’avevo saputo… E di cosa? Ah… brutta roba, poveretto… Certo che di questo passo finisce che ci vediamo solo più ai funerali, in piola siamo sempre in meno, chi non è “andato avanti” resta a casa perché è depresso, non ha voglia… Dialoghi irreali, ma verosimili. Poi arriva l’inverosimile, ma reale: i due pensionati che si sono comprati il loculo al cimitero (speculazione non rara e anche saggia, per chi è vecchio), ma poi ci han messo la lapide con foto e data di nascita e si portano i fiori freschi ogni settimana. Succede al cimitero di Trausella, piccola borgata della Valchiusella. «Non abbiamo parenti – dicono Franco e Simonetta – e quando saremo lì nessuno ci porterà fiori. Allora lo facciamo noi in anticipo». Perché no? È un modo come un altro per prendere confidenza col “dopo”. Mi ricorda quel medico che aveva prescritto le sabbiature al paziente, malato terminale. «Ma davvero servono?» – «Assolutamente no. Ma almeno così si abitua».

collino@cronacaqui.it

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