La partita nel cortile

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Tutte le volte che ci sono elezioni o crisi di governo mi torna in mente la mia vecchia allegoria del penitenziario in cui viene permesso agli ergastolani (i cittadini) di assistere dalle finestre delle loro celle al torneo di calcio che si gioca in cortile fra i secondini (i politici). I prigionieri si appassionano, tifano, scordando che per loro non cambierà nulla perché chiunque vinca loro resteranno in cella.

Ma sentiamo cosa dicono dietro le sbarre. «Andare al voto durante la pandemia è assurdo», gridano i tifosi della squadra giallorossa. «Perché mai? – ribattono quelli della neroverde – in Usa hanno appena votato. In Israele rivoteranno a marzo 2021 pur appena votato nel 2020». Intanto Mastella sbaglia un rigore.

Ripartono i giallorossi: «Renzi non ce la farà perché Conte sta già contattando i parlamentari “responsabili” dell’opposizione per portarli dalla sua». Pernacchie dei neroverdi: «Ah, sì? I transfughi stavolta sarebbero “responsabili” mentre quando li cercava Berlusconi erano “vacche al mercato” e lui veniva processato per corruzione parlamentare?».

Vola qualche sputo, poi si torna a guardare in cortile, dove Renzi sta per segnare. «Renzi non è credibile» urlano i giallorossi . «E chi lo è – ghignano i neroverdi – nella politica italiana di oggi? Non certo i grillini, buoni a nulla abbarbicati alla poltrona. Non il Pd che li usa. Neanche Giuseppi, che vuole fare l’uomo solo al comando, con o senza leghisti, con o senza Pd, pur di restare a fare i suoi Dpcm. Renzi almeno la politica la sa fare, nel suo modo spregiudicato e prendendosi molti rischi».

L’arbitro Mattarella tifa giallorosso, ma temporeggia. Vedremo alla fine. Non cambierà nulla, ma vedremo.

collino@cronacaqui.it

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