Tafferugli tra centri sociali e forze dell'ordine torino
Buonanotte

La particolare tenuità dello scracio

Sin dal medioevo i poteri dello Stato furono divisi in legislativo, giudiziario ed esecutivo. Quello legislativo, per assicurarsi che le sue leggi fossero rispettate, provvide a tutelare chi (giudici e forza pubblica) doveva punire i trasgressori, istituendo il reato di “resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni”. Ma l’abitudine per chi delinque di prendersela con chi glie lo vuole impedire ha fatto sì che l’odio per gli “sbirri” fosse tramandato di generazione in generazione fino ai giorni nostri. Fieri eredi di ciò sono gli antagonisti dei centri sociali, che nelle manifestazioni, oltre che sfasciare, incendiare e aggredire fisicamente gli avversari politici, amano prendere a sassate e insultare le forze dell’ordine. Purtroppo la sinistra, che questi centri sociali ha creato, allevato e adoperato come milizie da piazza (mentre infiltrava stampa e magistratura per proteggerli) ha sempre minimizzato i loro eccessi, giungendo a definire “eroe” un giovinastro che stava gettando un estintore in faccia ad un carabiniere. Dalla tolleranza siamo passati alla giustificazione “de facto”, e l’altro giorno a quella “de iure”: un giudice milanese ha assolto “per la particolare tenuità del fatto” un autonomo che aveva sputato in faccia a un poliziotto. Quel giudice deve aver frequentato in gioventù i centri sociali: è così che la sinistra s’infiltra nei poteri per difendere i suoi scherani. Ma mi sarebbe piaciuto che il poliziotto, in aula, subito dopo la sentenza si fosse fatto avanti e avesse sputato in faccia a quel giudice. Per vedere se anche in fatto di “particolare tenuità” i compagni hanno due pesi e due misure.

collino@cronacaqui.it

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo