IL SONDAGGIO Malumore dopo il blocco alle feste di via

LA PAROLA AI CITTADINI. «Bus pieni, vergognoso: alla fine se la prendono con noi commercianti»

No all’idea lockdown natalizio: «Un danno irrecuperabile». Ma qualcuno va controcorrente: «Prima viene la salute»

Anche in via Monferrato è saltata la festa di via

Commercianti divisi sulla sospensione delle feste di via e sulle tante iniziative saltate a fronte di un contagio che non accenna a diminuire. E se il premier Conte ha anticipato tra le righe la possibilità di un lockdown nel periodo natalizio, penalizzando così ulteriormente i commercianti, i bus come se nulla fosse continuano a viaggiare carichi di passeggeri stipati come sardine. «Questa decisione è stata una sorpresa negativa, credevamo che le manifestazioni all’aperto fossero le più sicure, considerando che l’amministrazione ha investito molto in tal senso, vedi i dehors gratis» afferma Vito Gioia, presidente di Federvie: «Siamo stati ingiustamente penalizzati». Domani in giornata si sarebbero dovuti tenere i festeggiamenti anche in Borgo Po. «Lavoravamo a questo evento da due mesi, questa decisione è un danno per i commercianti che avevano investito soldi e tempo, ci aspettiamo un risarcimento da parte del Comune» attacca la presidente di commercianti di Borgo Po, Vittorio Chiappero: «La sicurezza era garantita». In via Monferrato però non tutti la pensano allo stesso modo. Per il barbiere Pietro ad esempio: «La sospensione della festa è stata giusta perché ci sarebbero stati assembramenti, ma – sottolinea – speriamo che non ci sia il lockdown natalizio altrimenti sarà un vero danno per tutta l’economia». Anche Amos, titolare di un negozio di toelettatura animali in via Santorre di Santarosa è d’accordo con la scelta del Comune: «Io non avrei partecipato comunque alla festa, ci sono troppi rischi». Segue a ruota Roberto, titolare di una gastronomia: «È giusto evitare, anche se questa decisione va contro i miei interessi, bisogna pensare prima al bene della collettività».

La pensa diversamente Antonio, titolare del bar napoletano: «C’è troppo allarmismo, io domenica lavorerò lo stesso». Tireranno giù la serranda invece Gabriele e Roberto, il proprietari della vineria al civico 23: «In questi giorni bisogna fare la massima attenzione, indossare la mascherina anche seduti al tavolo, l’obiettivo dev’essere quello di evitare il lockdown di Natale, altrimenti saranno guai». A mettere tutti d’accordo è invece il problema dei bus sovraffollati. «Io prendo il 13 e il 56, ma il distanziamento non c’è mai» afferma Daniela. Anche Simone, residente a San Paolo, è costretto a usare i mezzi pubblici ogni giorno per recarsi al lavoro in centro città: «Sul tram 15 non ci sono neanche più le “X” che dovrebbero impedire alla gente di sedersi, corriamo dei rischi». C’è poi chi ha deciso di fare a meno del trasporto pubblico per scelta. Come Andrea, residente in via Monferrato: «Non prendo più i mezzi perché non c’è nessun controllo. Il Comune dovrebbe mettere più bus a disposizione dei cittadini».

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