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Cronaca
CHIERI

«La nuova strada ci rovinerà»: ora Pessione fa ricorso al Tar

Sotto accusa la “bretella” che devierà dalla frazione tir e camion della Martini

Il Comitato per Pessione fa ricorso al Tar contro la bretella che dovrebbe deviare camion e tir dalla frazione di Chieri: «Non ci opponiamo all’opera ma ad un tracciato che sacrifica campi e proprietà, consumando terreno e spendendo il quadruplo del necessario in espropri e risarcimenti» introduce l’avvocato Luigi Marzi, che assiste i firmatari del ricorso al Tar (il Comitato più tre singoli, tra cui la presidente Stefania Ferrero).

Sotto accusa c’è la strada che partirà da una rotonda all’ingresso della frazione (arrivando da Chieri). La bretella comincerà da lì e procederà fino al piazzale dei mezzi pesanti diretti alla Martini (che lo costruisce a sue spese). Invece la strada sarà realizzati 1 milione e 280mila euro pubblici, di cui 480mila dalla Regione e 800mila dal Comune. La bretella sarà lunga 1.226 metri ma occuperà 11.550 metri quadri che oggi sono agricoli. Un consumo di suolo che sarà compensato con alberi, arbusti e siepi lungo la carreggiata ma pure a Fontaneto e alle Maddalene. Il problema è che la nuova strada intercetterà solo i camion diretti alla Martini e provenienti da Villanova o da Chieri: chi arriva da Poirino o deve andare in un’altra azienda di Pessione, invece, continuerà a passare dal centro della frazione. Almeno fino a quando non verrà realizzato il secondo lotto della bretella, che permetterebbe di aggirare completamente via Martini e Rossi.

Il cantiere dovrebbe partire entro quest’anno dopo che, a luglio, il Consiglio comunale ha approvato la Variante al Piano regolatore che ne modificava il tracciato rispetto alla versione originale. Ed è contro questo documento che fanno ricorso Comitato e residenti: «L’opera in sè è a favore del territorio e della Martini – ribadisce l’avvocato Marzi – Noi contestiamo quel singolo documento che porta la strada a toccare l’abitato di Pessione e le proprietà dei privati, di cui proponiamo un’alternativa meno impattante. Gli enti pubblici spenderebbero anche un quarto in espropri e risarcimenti. I miei assistiti avevano anche fatto un’osservazione ma non è stata accolta. Infatti riteniamo che il Comune non abbia considerato determinati aspetti della variante, dando motivazioni non corrette per rigettare l’osservazione».

Quindi, se il Tar accettasse il ricorso, il cantiere non potrebbe partire e servirebbe una nuova Variante al Piano regolatore. Un’eventualità cui il Comune non vuole neanche pensare: «Siamo convinti di aver agito correttamente» taglia corto il vice sindaco Roberto Quattrocolo. Infatti la Giunta ha già approvato una delibera per resistere in giudizio, stanziano 9mila euro per le spese legali.

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