La nuova Aurora

Nella storia di Torino c’è Aurora, un quartiere che per 24 anni ha convissuto con una bella schiera di anarchici padroni (il termine non è casuale) di un asilo strappato alla comunità. Insomma, correva l’anno 1995 quando il portone della scuola venne sfondato e gli squatter, li chiamavamo così, si presero l’edificio. Con tanti saluti alla forza pubblica e al sindaco Castellani. Detto per inciso che abbiamo pagato noi luce, acqua e gas, dal canto loro c’è stata un’ampia produzione di saccheggi, incendi, intimidazioni. E poi, crescendo in arroganza, anche pacchi esplosivi e ordigni veri e propri. Tra giovedì e venerdì, la festa è finita.

L’operazione “Scintilla”, condotta da 300 poliziotti guidati da un questore che rimpiangeremo, li ha sloggiati con arresti, perquisizioni e quanto altro accompagna faccende del genere. Ma c’è un ma. La gente continua ad avere paura. E lo dice apertamente, pur ammettendo che ad Aurora, e più precisamente tra corso Brescia, via Alessandria e via Aosta, si respira un’aria nuova. Scopriamo che lor signori, in linea con gli usi e costumi della criminalità vera e propria, intimorivano, peggio, minacciavano, chi osava protestare per la loro presenza.

In particolare i volontari dei comitati, i consiglieri di Circoscrizione, i commercianti e via di seguito. Ci dicono che qualche parolina brutta è stata mormorata anche ieri, nonostante le tante divise anti sommossa in giro. Con uno scopo, quello di seminare altra paura promettendo per oggi disastri apocalittici con l’aiuto degli “amici” in arrivo da Bologna, Milano e Genova. Una bella faccia tosta, non c’è che dire.

fossati@cronacaqui.it

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