La notizia e il battibecco

Matteo Salvini

A volte capita, in cronaca, che la notizia vera passi in secondo piano. E che a conquistare il titolo forte non sia una brillante operazione di polizia, ma un battibecco tra un ministro e il capo di una procura. Così quando con entusiasmo il ministro degli Interni Salvini, twitta che a Torino sono finiti in manette 15 mafiosi nigeriani, all’ultimo piano del palazzo di giustizia il dottor Spataro fa un balzo sulla sedia. E scrive un comunicato stampa che suona come una vera tirata d’orecchie. Ma come si fa, deve aver pensato questo meticoloso magistrato, ad anticipare una notizia mentre l’operazione è ancora in corso? Già perché, tweet a parte, a Torino il questore stava ramazzando un nutrito gruppo di nigeriani affiliati ad una mafia selvaggia e feroce. Gente, per capirci, che ha in mano la prostituzione e la droga, con contorno di sevizie, omicidi e persino magia nera. Criminali, taglia corto il criminologo Meluzzi, che di Torino hanno fatto la loro capitale. Un bel colpo per la polizia e a questo forse Salvini pensava mentre le dita correvano leggere sul telefonino. Ma i social a volte sono pericolosi proprio per l’immediatezza. E qualcuno ricorderà la gaffe di un predecessore del vice premier leghista, quell’Angelino Alfano che esultò per primo mentre i carabinieri ammanettavano l’assassino di Yara. Senza tenere conto che almeno quella mattina esisteva ancora la presunzione di innocenza. Anche ai tempi (eravamo nel 2014) un magistrato intervenne con durezza. Ma oggi lo scontro appare più duro dopo le parole di Salvini che ha invitato il procuratore capo «ad andare in pensione, se è stanco». Polemiche e commenti a parte, forse un po’ di misura servirebbe. Soprattutto per rispetto verso chi rischia la vita per garantirci sicurezza.

fossati@cronacaqui.it

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