Foto d'archivio (Depositphotos)
Il Borghese

La normalità eccezionale

Da adesso ci sembrerà strano vedere un film dove i personaggi si muovono senza mascherina (a meno che sia qualche produzione giapponese) e interagiscono in barba a qualsiasi distanziamento personale… Per non parlare di feste affollate (anche nelle case private), di locali pieni, di discoteche. La mascherina fa parte della quotidianità non più soltanto per precauzione (tanto semplice quanto fondamentale), bensì addirittura per decreto, con contorno di multe salate per chi sarà sorpreso in mezzo alla strada senza l’adeguata protezione. Evidentemente gli appelli al buon senso sono una bella cosa, ma se ci si aggiunge un obbligo, con tanto di spauracchio economico, forse il Paese comprende meglio. In ogni caso, molto meglio questo piccolo grande obbligo che non quello della chiusura forzata di molte attività, del “coprifuoco”, di un nuovo lockdown, che questa volta il nostro Paese non sarebbe certo in grado di sopportare. E anche un nuovo assalto alle strutture sanitarie, siamo sicuri che sarebbe in qualche maniera “assorbito” come è successo con la prima ondata, oppure questa volta le dighe cederebbero? Non dimentichiamoci che, al di là delle strutture, stiamo parlando di uomini e donne, di organici limitati, e tutti hanno un limite di resistenza. Probabilmente tornerà la quotidianità del bollettino (speriamo di no) e riprenderemo confidenza con i messaggi alla nazione del premier Conte. Mi chiedo solo quando questa emergenza sarà superata o abbastanza “assorbita” perché se ne possa parlare in film, libri o altri prodotti: confidando che a quel punto sia per motivi storici e non di cronaca.

andrea.monticone@cronacaqui.it

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