Stadium
Cronaca
IL CASO La rivelazione di un pentito al processo Minotauro

«La ‘ndrangheta voleva aprire una caffetteria nello stadio della Juve»

Le conclusioni della commissione parlamentare: «Affiliati come intermediari per il bagarinaggio»

«Mio cugino voleva aprire una caffetteria e una sala giochi nel nuovo stadio della Juve, ma non so se l’abbia fatto perché poi l’hanno arrestato». Domenico Agresta, detto “McDonald’s”, è diventato uomo d’onore per diritto di nascita.

E parlando da pentito nell’appello bis del processo Minotauro in cui suo cugino omonimo è imputato, racconta che la ‘ndrangheta voleva mettere una bandierina anche allo Stadium. Affermazioni tutte da dimostrare, che si riferiscono a una presunta intenzione mai realizzata, visto che il locale di cui parla non esiste.

Parole che il collaboratore di giustizia pronuncia collegato da una località segreta in videoconferenza con il tribunale di Torino, proprio mentre a Roma la commissione antimafia traccia un bilancio della propria attività.

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