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Cronaca
IL CASO

La nave per la Sardegna non parte più: torinesi prigionieri al porto di Genova

Odissea per i nostri concittadini in vacanza. Centinaia di persone sotto il sole e arriva l’ambulanza

Le macchine erano centinaia, tutte ammassate all’imbarco del porto di Genova. Sotto il sole cocente, centinaia di vacanzieri – tra cui molti torinesi – letteralmente infuriati perché dovevano partire ieri mattina alle 9.30 per la Sardegna, destinazione Porto Torres, con uno dei traghetti della Tirrenia. E invece sono rimasti “prigionieri” al porto del capoluogo ligure, fino alle 19 di sera. Motivo? Il maltempo, hanno spiegato dal porto, senza fornire ulteriori elementi. Una spiegazione che ha scatenato le proteste vibranti dei turisti: «Impossibile, c’è un sole che spacca le pietre». Infatti, era una bugia. Perché quanto successo ieri è solo l’ultimo capitolo del caos-traghetti, che investe diverse compagnie tra cui Tirrenia, Moby lines e Corsica Ferries.

Tutto è partito dalla Procura di Genova, che ora sta indagando per attentato alla sicurezza dei trasporti, un reato non da poco: zero manutenzioni, guasti e incidenti a bordo, che hanno fatto drizzare le antenne alla Capitaneria di porto e alla Guardia di finanza. Risultato, dall’inizio dell’estate diverse navi dirette in Sardegna sono state “sequestrate” dai militari che hanno eseguito blitz a sorpresa con perquisizioni a tappeto e richieste di certificazioni e permessi. Alcune navi, infatti, hanno compiuto viaggi con motori di propulsione già in avaria oppure sotto sequestro. E c’è anche stato un incidente con una condotta d’acqua calda saltata nella sala macchine che ha mandato all’ospedale due operai. Così i magistrati vogliono vederci chiaro e allora via ai sequestri delle navi – sempre strapiene di turisti – che viaggiano verso la Sardegna. Ed è quello che è successo ieri sulla Tirrenia, con i turisti bloccati al porto del capoluogo ligure. Tra loro, come detto, tanti torinesi. «Siamo arrivati al porto alle 7 del mattino – racconta Michela Gioia – e di punto in bianco ci hanno detto che non si partiva. Abbiamo visto il tabellone con scritto “partenza alle 19” e ci è crollato il mondo addosso. Dopo qualche ora è arrivata l’ambulanza perché alcuni turisti si sono sentiti male». Non solo. Molti passeggeri avevano già pagato l’hotel, e ovviamente sul traghetto non avevano prenotato la cabina, per cui se la sono pagata di tasca loro per fare il viaggio notturno. Ma non è la prima volta che accade una cosa simile. Il 31 luglio, un’altra nave Tirrenia destinata a Porto Torres è stata bloccata per 10 ore, sempre al porto di Genova. E il 24 luglio, ancora una nave della Tirrenia è arrivata a destinazione con 12 ore di ritardo. Ora i passeggeri pensano di fare una class-action, per denunciare l’odissea-traghetti.

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