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LA STORIA Sui cancelli e sui muri del borgo le duecento opere dell’artista 77enne

La Natività trasloca a Bertolla: ecco i personaggi di Forchini

Il quartiere dei Lavandai si veste a festa con le originali creazioni del maestro

Da anni illumina il quartiere Bertolla, trasformandolo per tutto il mese di dicembre in un gigantesco presepe. Un’idea originale e indubbiamente spettacolare, quella del 77enne Luigi Forchini dell’accademia di pittura di San Grato.

L’antichissima tradizione del presepe trova nuova vita nel borgo dove le strade diventano un tutt’uno con lo spirito del Natale, fondendosi con la sacralità e con Betlemme. Trovando la piena collaborazione dei residenti che hanno fissato davanti ai cancelli delle loro case alcune immagini che richiamano alla mente i personaggi tipici della Natività.

Tutti i disegni di Forchini hanno trovato spazio nel cuore del quartiere dei Lavandai. Da strada San Mauro a via Matteo Bandello passando per strada Bertolla, via Monte Tabor e via Sant’Agata. Ci sono i pastori, gli angioletti, i suonatori, gli animali e ovviamente anche i Re Magi. Riprodotti sul polistirolo, disegnati e colorati. E poi il bambin Gesù, la grotta e tutto ciò che compone un presepe: rappresentazione ricca di simboli.

Alcuni dei personaggi provengono dal racconto evangelico. Sono riconducibili all’adorazione dei pastori e alla presenza degli angeli nel cielo. Altri elementi appartengono ad una iconografia propria dell’arte sacra: Maria ha un manto azzurro che simboleggia il cielo, San Giuseppe invece rappresenta l’umiltà.

Ad aiutare il pittore, nella realizzazione di alcune opere, ci hanno pensato anche i bambini delle scuole di zona che con la complicità delle maestre hanno colorato i disegni e collocato il cotone sulle pecore e sui pastori. Raffigurandone la barba. «Quest’anno sono duecento le figure – racconta Forchini – sparse per Barca e il quartiere storico dei Lavandai. Finchè avrò forza dentro di me continuerò a impegnarmi per questo borgo».

I curiosi che girano a piedi tra le case tornano indietro nel tempo. E in fondo Bertolla è sempre stato un quartiere a sé, forse unico nel suo genere. Dove le tradizioni non muoiono mai.

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