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Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

La montagna che soffre

Guardiamo le gare di sci in Coppa del mondo e proviamo una sensazione quantomeno straniante: gli atleti sfrecciano su quello che è poco più di un nastro bianco, mentre tutto attorno ci sono i prati. E parliamo – nel caso delle gare di ieri – della Svizzera. Quindi, un problema non solo nostro, anche se sulle montagne olimpiche non è passato molto tempo dalla grande festa per le gare di Sestriere, con quella nevicata abbondante che ci ha fatto pensare per il meglio. Invece… Pioggia, temperature in rialzo, lo spettro di una nuova stagione di siccità come quella vissuta l’estate scorsa: di tutto questo si parla adesso. Certo, per decenni ci siamo abituati a pensare che l’innevamento artificiale ci avrebbe garantito sempre piste perfette – o quasi – e invece la natura e le stagioni non possiamo beffarle. Si chiama cambiamento climatico, lo diciamo a beneficio di chi non ci crede… Il fatto è che occorre anche ricordare come la montagna non sia solo neve, sci e sport e invernali, no la montagna è un ecosistema fragile, messo in pericolo sia dai cambiamenti climatici sia dallo spopolamento, due fenomeni non certo disconnessi, come ci ricorda l’Uncem, l’unione dei comuni montani. E per ripopolare la montagna, a questo punto non solo i borghi ma anche i centri più grandi, non bastano i pur encomiabili bandi e premi per chi è disposto a trasferircisi. La nostra montagna soffre e ha bisogno di cure, ma ce ne ricordiamo solo quando non riusciamo a fare la settimana bianca.

andrea.monticone@cronacaqui.it

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