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Scienza
IL FATTO

La missione di difesa planetaria è ripresa dal satellite torinese

Lo scontro con l’asteroide seguito in diretta dal centro di controllo della Argotec

La sonda della Nasa ha colpito Dimorphos, il piccolo asteroide dal diametro di 160 metri, per deviarne la traiettoria in un esperimento di difesa planetaria, vale a dire progettato per proteggere in futuro la Terra da asteroidi minacciosi. A testimoniare l’impatto c’era LiciaCube, il minisatellite torinese, finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e realizzato dall’azienda Argotec.

Le prime immagini sono arrivate alle 4.23 – ora italiana – al Centro di controllo di Torino e hanno testimoniato l’impatto della sonda Dart, contro l’asteroide, a 12 milioni di km di distanza. «È stata sicuramente un’emozione vedere lo schianto della sonda – commenta il ceo della Argotec, Davide Avino -, ma ancora di più appena abbiamo avuto le nostre antenne della Deep Space Network a disposizione abbiamo ricatturato il nostro satellite LiciaCube, 14 kg 30cmx20x10, che inseguiva l’asteroide che inseguiva la sonda Dart e in questo modo ha catturato circa 600 immagini». Mentre la sonda si avvicinava al bersaglio, la sua telecamera inviava a Terra immagini sempre più dettagliate della superficie del corpo celeste, distante dalla Terra 13 milioni di chilometri. A ogni immagine l’emozione aumentava nel Centro di controllo della Nasa, fino al grandissimo applauso che ha salutato l’impatto. In quell’istante il satellite LiciaCube si trovava a meno di mille chilometri dall’asteroide e subito dopo la collisione è entrato in scena come un fotoreporter cosmico per riprendere il punto dell’impatto. «È stato un impatto spettacolare» ha commentato all’Ansa Simone Pirrotta, responsabile della missione LiciaCube per l’Asi, che ha seguito la missione dal Centro di controllo di Torino .

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