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Cronaca
IL CASO. Roggero: «Mia figlia aveva una pistola alla testa»

«La mia vita o la loro». La difesa del gioielliere che ha ucciso 2 banditi

L’orafo di Grinzane è indagato per omicidio colposo: «Dopo la rapina di sei anni fa, mi sono detto: mai più»

L’orefice Mario Roggero ha fissato con lo sguardo i due cassetti dietro il bancone della sua gioielleria. Ha avuto un attimo di esitazione e, in quell’attimo, ha rivisto mentalmente le immagini e i momenti più tragici di una rapina che aveva subìto sei anni fa. I banditi avevano legato lui e la moglie, erano armati e li avevano minacciati. Roggero, mercoledì sera, ha esitato, «non sapevo se aprire il cassetto dove c’era il denaro che i due rapinatori pretendevano, o quello vicino, dove conservo il mio revolver. Sapevo che era carico». La scelta dell’orefice è stata la seconda, forse intuita dagli stessi malviventi che un istante prima che il commerciante puntasse la pistola contro di loro, hanno guadagnato l’uscita per tentare di raggiungere la loro Ford Fiesta di colore bianco che avevano parcheggiata accanto al negozio e dove li attendeva un terzo complice. L’orefice ha cercato di tagliar loro la strada, uscendo dal retro. Poi ha fatto fuoco. Andrea Spinelli, 45 anni di Bra, precedenti penali per truffa e reati contro il patrimonio, è stato il primo a cadere sull’asfalto, accanto all’auto, raggiunto al petto da un proiettile. Poi Roggero ha puntato agli altri due. Giuseppe Mazzarino, 58 anni di Torino, è stato ucciso mentre tentava di attraversare via Garibaldi, la strada centrale di Gallo d’Alba, frazione di Grinzane Cavour. Il terzo rapinatore, Alessandro Modica, 34 anni di Alba, raggiunto da un proiettile alla gamba, è riuscito a fuggire, ma nella notte è stato rintracciato e arrestato dai carabinieri. «Cosa volete che vi dica – aggiunge l’orefice che è stato indagato dalla procura di Asti e ora deve rispondere delle accuse di omicidio colposo e di eccesso di legittima difesa – , quando vivi un’esperienza come quella che è toccata a me sei anni fa e ti ritrovi nella stessa situazione, con dei banditi armati che minacciano tua figlia e tua moglie (io non potevo sapere che la loro pistola fosse una scacciacani), o ti arrendi o reagisci. Non potevo fare altro. Da una parte c’erano le nostre vite, dall’altra quelle dei tre rapinatori. In questo momento non provo nulla, ma mi spiace che sia successo un fatto così grave. È tutto molto brutto, ma, ripeto, o io o loro». Benché il suo legale, l’avvocato Stefano Campanello, abbia suggerito il silenzio al suo assistito, Roggero vuole spiegare e chiarire che non poteva fare altro, che è stato costretto. Ieri mattina è intervenuto con un post sul suo profilo Facebook, citando Albert Einstein: «Il mondo non è minacciato dalle persone che fanno il male, ma da quelle che lo tollerano», e lui ha detto basta, «non ci sarà una terza rapina». La moglie dell’orefice, che è stata legata mani e piedi dai rapinatori e la figlia Laura, a cui è stata puntata una pistola alla tempia, sono ancora sotto shock, protette nella loro casa di Alba; invece l’altra figlia Silvia dice: «La mia famiglia è stata coinvolta in un evento molto spiacevole. Il gioielliere di Gallo Grinzane che ha ucciso due rapinatori su tre per legittima difesa, è mio padre. Nella difficoltà voglio rimanere aperta e fiduciosa, lucida e forte, piena fiducia nella giustizia e ringrazio le persone che dai balconi hanno applaudito mio papà che ha difeso coraggiosamente mia mamma e mia sorella di fronte a un’arma da fuoco puntata con minacce di morte e di aggressione». L’orefice, la moglie e la figlia Laura sono stati sentiti dai carabinieri e, con loro, spiega il procuratore capo di Asti Alberto Perduca, «altri testimoni oculari. Stiamo acquisendo le immagini registrate di alcune telecamere di sorveglianza della zona e nominerò un perito balistico per accertare quanto accaduto anche da un punto di vista tecnico».

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