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La medicina e l’amore. Quando la fiction è una questione di… “Cuori”

Da Domenica 17 ottobre su Raiuno la serie interamente girata a Torino dedicata al papà dei trapianti. Daniele Pecci: «All’inizio dissi di no, non volevo la parte di un vecchio»

Dopo mesi di lavorazione e di attesa, il traguardo è vicino: domenica 17 ottobre in prima serata su Raiuno andrà in onda la fiction “Cuori”, che per otto settimane porterà il pubblico nella Torino degli anni ’60, a stretto contatto con l’equipe medica dell’ospedale Molinette capitanata dallo storico professor Achille Dogliotti che in quel periodo stava realizzando scoperte decisive nella cura cardiaca, arrivando a inventare il cuore artificiale, ancora oggi fondamentale per realizzare i trapianti di cuore.

A dirigere la serie, girata per mesi in città lo scorso anno tra esterni e una minuziosa ricostruzione degli ambienti ospedalieri agli studi Lumiq, è il regista torinese – trasferitosi da tempo a Roma – Riccardo Donna. «Poter tornare per raccontare questa serie è stato doppiamente emozionante», spiega. «Mi sento fortemente coinvolto: nessuno di noi conosceva veramente il tema, la medicina degli anni ’60 era coraggiosa e credo che il risultato sia più che credibile. Alle scoperte mediche abbiamo aggiunto l’amore, che ha preso persino me che sono un cinico. Il titolo è perfettamente centrato, parliamo di “cuore” in tutte le sue forme, dalla medicina all’amore».

Al centro della storia tre medici interpretati da Daniele Pecci («Non volevo questo ruolo all’inizio, è un vecchio. Poi ho capito che meritava fare uno sforzo…»), Matteo Martari («Il mio è un personaggio fantastico, intraprendente, orgoglioso, ribelle e che crede tanto nel futuro») e Pilar Fogliati, quest’ultima alle prese con un ruolo femminile innovativo per l’epoca.

«Per me è stata molto interessante questa parte, sono una giovane donna del ’92 che giova delle conquiste fatte da chi è venuta prima di me. I pazienti non si fidano di lei perché è una donna, anche alcune colleghe le vanno contro, usa la minigonna e questo non piace: deve fare uno sforzo triplo per conquistarsi il suo spazio».

Per 31 settimane la fiction è stata girata a Torino grazie al supporto della Film Commission: le location cittadine che si potranno vedere in tv sono tantissime, dai Docks Dora a Palazzo Cisterna, Torino Esposizioni, Cavallerizza Reale, parco del Valentino, Circolo Canottieri Armida, Teatro Carignano, Galleria Subalpina e Cinema Romano, Monte dei Cappuccini, Facoltà di Anatomia, il Villaggio Leumann a Collegno e il Ponte del Diavolo a Lanzo e infine l’ex Ospedale Militare Riberi, che ha vestito i panni “esterni” dell’Ospedale Molinette. «Raramente – aggiunge Donna – nella mia carriera ho avuto disposizione questo tempo per costruire il set, realizzare i costumi, mettere insieme il cast: tutto ciò si vede guardando la serie, non è usuale. Ogni particolare sul set era perfetto, gli ascensori funzionavano, le apparecchiature mediche pure e questo ha aiutato tutti, anche gli attori, a immedesimarsi».

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