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Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

La media del pollo

Gli auguri di buon Natale, quest’anno, la mia banca li ha mandati in anticipo. Via Internet, ovviamente. Con una lettera che a prima vista potrebbe sembrare una proposta, ma poi, letta meglio fra le righe (piccolissime) sembra tanto un’imposizione. “A seguito dell’andamento crescente dell’inflazione” – scrivono – “la Banca propone di adeguare le condizioni contrattualizzate con un incremento in valore assoluto di ciascuna di essere pari ad un importo corrispondente al +7,52%”. Propone, dicono. Ma, come spiegano nelle ultime righe, “la modifica entrerà in vigore a partire dal primo aprile 2023 e si intenderà accettata qualora non provenga alla Banca comunicazione scritta di recesso dal contratto entro il 31 marzo 2023”. Il silenzio, dunque, equivale all’assenso. E il povero Davide, di fronte a Golia, questa volta non può far altro che inchinarsi. Come del resto ormai è abituato a fare con le compagnie telefoniche e con quelle della luce e del gas. Il cittadino, di fronte a costoro, è nudo. Praticamente indifeso. Costretto a subire, sempre. Senza farsi troppe domande, giacché queste non servirebbero a salvarlo dalla tagliola, ma soltanto a far crescere la bile. Come nel caso del conto in banca, che costerà di più – spiegano – “a seguito dell’inflazione”. E quale effetto avrà mai l’inflazione sul bonifico che ogni mese spedisco alla padrona di casa schiacciando un pulsante? Quali ricadute sui costi fissi, visto che gli sportelli chiudono uno dopo l’altro, ci sono interi quartieri rimasti senza bancomat e tutte le operazioni vengono svolte in autonomia, sull’Internet banking, senza l’intervento di operatori? Meglio non chiederselo. E risparmiare il tempo per cercare valide alternative. Facendo però molta attenzione. Perché gli aumenti sono generalizzati. E hanno travolto anche molti conti esclusivamente online che quando vennero lanciati, erano presentati come a costo zero, ma poi si sono via via “arricchiti” di svariate commissioni. Come spiega una ricerca di Sostariffe, “per i risparmiatori si evidenzia un aumento del +7% della spesa media collegata al conto corrente”. Con la gestione “telematica del conto che comporta un picco del +26%”, ma garantisce comunque un risparmio “fino a 129 euro l’anno rispetto ai conti tradizionali”. Il tutto calcolato sulla classica media del pollo. Che poi siamo noi, con sempre meno piume.

stefano.tamagnone@cronacaqui.it

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