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Cronaca
IL CASO

La maxi truffa dei matrimoni fantasma: tra le vittime 300 coppie e i fornitori

Parte il processo contro due wedding planner che si sarebbero intascati oltre mezzo milione di euro

C’erano gli sposi che aspettano ancora il video del matrimonio. Altri che hanno pagato per dei servizi che non hanno ricevuto. Oltre a una lunga serie di avvocati: uno, Fabrizio Francese, rappresenta 42 coppie e li aggiorna tramite tutte tramite WhatsApp.

Ieri pomeriggio li ha avvisati che cominciava il processo per la “truffa dei matrimoni”: secondo l’accusa, i wedding planner Orlando Giordani e Jessica Pilla hanno preso in giro 306 sposi e hanno fornito solo una parte dei servizi promessi. Intanto si sarebbero intascati 530.000 euro dai clienti, che hanno pagato cifre fra gli 800 e i 17mila euro. Tre fornitori, gli unici che hanno denunciato, ne aspettano altri 230mila. A far emergere la vicenda, a fine luglio 2018, è stato proprio uno di loro: Marco Traverso, titolare del negozio Flora Folies di Chieri. Poi sono arrivati gioiellieri, fotografi e ristoranti che pretendevano di essere pagati dagli sposi. I quali avevano già versato tutto a Nonsolofoto e quindi sono partiti con una raffica di denunce alla Guardia di Finanza. Ieri, dopo quattro anni e un cambio di Procura fra Asti e Torino, è cominciato il processo penale: «Noi ci siamo sposati il 19 settembre 2015 e aspettiamo ancora il video – racconta una delle presunte vittime davanti all’aula magna del palazzo di giustizia – Giordani e Pilla hanno rimandato per mesi, poi ci hanno detto che non sapevano dove fosse il filmato. Le abbiamo provate tutte per recuperarlo, anche cercando l’autore via Facebook. Così abbiamo scoperto che i fotografi non erano professionisti: uno faceva il ferroviere». Aggiunge un altro cliente di Nonsolofoto: «Noi avevamo ordinato tutto, pagando 10mila euro. Poi abbiamo rischiato di non ricevere niente: siamo andati a insistere dai fornitori e alla fine ci hanno dato il servizio per il 1° settembre 2018. Ad altri sposi è andata peggio: io sono un musicista e sono andato a suonare gratis per loro».

Altre 42 coppie si sono rivolte all’avvocato Francese: «Una mia assistita è venuta perché non ha ancora abbandonato la speranza di recuperare foto e video del matrimonio. Gli altri li sentiamo via WhatsApp». Finora la legale di Giordani e Pilla, Valeria Giacometti, non ha proposto risarcimenti alle parti offese: «Un silenzio assordante» criticano in aula gli altri legali. La giudice Giulia Casalegno ha poi rinviato l’udienza al 5 ottobre per completare la notifica alle 306 parti offese: in quella data si vedrà quanti si costituiranno parte civile. «Capiremo anche se gli imputati intendono andare a dibattimento o se sceglieranno un rito alternativo» guarda avanti l’avvocato Alberto Bosio, che assiste Traverso. Riprende Francese: «Abbiamo tutti poche speranze di rivedere il maltolto ma consegnare questi soggetti alla giustizia sarebbe già una soddisfazione».

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