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Il Borghese

La manovra promessa

Via la Tasi, rimodulazione delle tasse sulla casa (al ribasso, si spera), risparmi per almeno 10 o 15 miliardi che serviranno per finanziare la flat tax e, tanto per cominciare, via gli 80 euro di Renzi. Ecco il piano della Lega per la manovra finanziaria, annunciato ieri con qualche sparata negli intervalli dell’incontro tra il ministro Salvini e le parti sociali. E così la tipica promessa estiva è servita, ossia quella di abbassare le tasse. Oppure di fare come diceva l’altro vicepremier, Luigi Di Maio, «rimettere i soldi nelle tasche degli italiani». Una bazzecola per chi sostiene di aver «abolito la povertà». Purché non ci metta le mani, nelle tasche. Sapete come va, no? Una mano dà e l’altra toglie. Il fatto è che la flat tax, ammesso che abbia poi davvero benefici per le fasce di reddito più basse o per il ceto medio (e secondo alcuni economisti non ne ha), deve essere finanziata in qualche modo. Ma i soldi dove si prendono? Il viceministro all’Economia Garavaglia ha puntato agli 80 euro. Via dalla busta paga, diventeranno una detrazione fiscale (proporzionale al reddito, attenzione, mentre gli 80 erano uguali per tutti). Il che significa che per lo Stato quei soldi diventeranno una minore entrata, anziché una spesa aggiuntiva come erano adesso. E, da quanto rimarcano gli analisti, porterà a un lieve calo della pressione fiscale, così che qualcuno possa anche dire «Visto? Come promesso». In attesa che scopriate cosa succederà guardando la busta paga, c’è un video che potete ancora trovare in giro per il Web e risale ai primi mesi del 2018, piena campagna elettorale: quello di Salvini che promette di togliere le accise sulla benzina. «È il primo impegno che manterrò. Lo farò durante il primo Consiglio dei ministri» dichiarò a Radio24. Stiamo sereni allora.

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