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La Luchetti e Pavese: «Così sarà il mio film su “La bella estate”»

La regista, che ha appena lanciato la serie tv “Nudes”, si appresta ad arrivare a Torino a caccia delle giuste location e scenografie per girare il lungometraggio
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La sfida è grande ma l’entusiasmo con cui la regista Laura Luchetti si appresta ad affrontarla fa sperare per il meglio: nei prossimi giorni arriverà a Torino per fare i sopralluoghi per il suo prossimo film, tratto da “La bella estate” di Cesare Pavese, che verrà girato sul territorio piemontese. «È un suo racconto ambientato nel 1939, anche il film si svolgerà in quel periodo», racconta la regista, che in questi giorni è approdata su RaiPlay con la sua ultima opera, la fictionNudes”. «La protagonista del libro è una ragazzina di 16 anni che sta cercando il proprio essere, all’interno di un gruppo di amici molto giovani e in un mondo che sta per cambiare con una guerra sempre più vicina e una dittatura incombente. Tra le molte cose di Pavese che amo questa da sempre è quella che mi piace di più e quando me l’hanno offerta ho accettato, anche se la sfida mi fa paura». Il supporto della Film Commission Torino Piemonte sarà molto utile per trovare i luoghi giusti in cui girare. «Tra qualche giorno verrò a Torino per farmi un’idea delle location migliori», aggiunge da Roma la regista. «Amo girare in esterni, lo faccio ogni volta che è possibile e sono felice perché questo romanzo mi dà la possibilità di lavorare nelle campagne piemontesi: non vedo l’ora».

“La bella estate”, scritto nel 1940 da Cesare Pavese e pubblicato per la prima volta nel ’49, è la storia di Ginia e della scoperta della vita da parte di un’adolescente. Dall’ambiente operaio al quale appartiene, Ginia entra in contatto con studenti, eccentrici perdigiorno e pittori dilettanti, che si incontrano nei caffè e abitano nelle soffitte. La ragazza si innamora di Guido, un pittore di origine contadina e dopo aver vinto le resistenze interiori si lascia alla fine sedurre: è l’inizio della sua dolorosa maturazione come donna. Le storie degli adolescenti sono una caratteristica comune nella filmografia di Laura Luchetti, già nei suoi film precedenti “Febbre da fieno” e “Fiore gemello”. «C’è un filo rosso tra tutti i miei lavori: girandomi indietro posso riconoscere come legame il tema dell’innocenza, spesso legato a quel periodo della vita. Non ho mai deciso a tavolino di farlo, ma è evidentemente così e anche questo film da Pavese racconterà quell’età, anche se in un’epoca diversa».

La critica ha accolto molto positivamente “Nudes”, visibile su RaiPlay da questa settimana. «È il mio debutto nella serialità, un’occasione per cercare di imparare molte cose nuove, con un materiale umano infinito». Racconta le esperienze di un gruppo di teenager che si ritrova a fare i conti con la divulgazione online di immagini a sfondo sessuale, addentrandosi nell’insidioso mondo dei social media attraverso un linguaggio intimistico e il punto di vista dei suoi giovani protagonisti. «Devo ringraziare moltissimo per questa possibilità che mi è stata offerta, mi hanno lasciata molto libera di sperimentare».

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