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Buonanotte

La lezione del Titanic

Continua il flusso dei clandestini, prelevati dalle navi ONG ormai quasi sulle spiagge libiche. Ottantamila da gennaio, e nei campi libici ce ne sono 250mila, nei siti di partenza subsahariani 400mila, tutti decisi a venire perché hanno già pagato. Siamo al collasso. Non abbiamo i soldi per rattoppare le strade, però scuciamo miliardi per gente che quasi sempre non scappa da guerre o persecuzioni, ma sa che starà meglio qui che a casa sua. Se fossero davvero “risorse umane”, gli altri Stati UE non avrebbero chiuso la saracinesca. Invece ce li becchiamo tutti noi, e la gente non ne può davvero più.
L’avviso è suonato alle recenti elezioni con l’avanzata di Salvini, e ora il Governo batte pugni a Bruxelles. Parole. Sempre solo parole. E intanto quelli arrivano, a migliaia, ogni giorno. Non basterà neanche (supposto che abbiano le palle per farlo) negare l’attracco alle navi non battenti bandiera italiana: dovrebbero togliere anche le nostre, di navi, e lasciarli al loro destino. Sembra disumano, ma pensate alle scialuppe del Titanic, che si tennero lontane dai naufraghi, sorde ai loro richiami.
Per crudele che sembri, fu necessario: meglio pochi sopravvissuti che nessuno. Se si fossero avvicinate alle centinaia di naufraghi che annaspavano in acqua, le scialuppe sarebbero state tutte artigliate, rovesciate, affondate. Questo succederà all’Italia se non chiuderà le porte. Sono centinaia di milioni le persone che stanno peggio di noi nel mondo, e finché il rapporto fra il loro reddito e il nostro sarà di uno a cento, continueranno a venire. Solo quando qui si starà peggio che a casa loro, forse, smetteranno. Un’Italia da quarto mondo: è questo che vogliamo? Basta dirlo.
collino@cronacaqui.it

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