Cartolina dell'ex Dazio
News
Il reportage. L’area del vecchio Dazio ancora in attesa del terminal dei bus

La lenta agonia della Barriera tra zingari, degrado e vandali

I rom hanno occupato il piazzale, circondato da rifiuti e un’auto incendiata

Una montagna di immondizia abbandonata davanti all’ex caserma dei vigili, gentile omaggio delle occupazioni rom di queste ultime due settimane, è il biglietto da visita che offre l’ex Dazio di corso Giulio Cesare e corso Vercelli.

Aspettando il trasferimento del terminal bus da corso Vittorio Emanuele II al Rebaudengo, la porta nord di Torino si è trasformata in un girone dantesco. Ai piedi delle due torri, dove vivono centinaia di famiglie, il caos e il degrado sono diventati gli unici padroni. In barba alle promesse di riqualificazione.

Tra i cespugli si trovano bottiglie e sacchetti, un palo vandalizzato e una cabina forzata sono solo l’antipasto. Lungo i marciapiedi spicca un’auto bruciata. È lì da una settimana e chissà quanto ancora ci resterà. A far parlare, in questi giorni, sono però le occupazioni delle roulotte che hanno trovato casa vicino al palazzone che un tempo dava riparo ai civich.

Di giorno si contano dai tre agli otto camper, di sera anche il doppio secondo i residenti. I rom stendono i vestiti dovunque capita, occupano il piazzale con i macchinoni mentre i bambini disturbano i commercianti. Il benzinaio della piazza, in particolare, si è lamentato più volte.

La galleria commerciale Palatinum, che fino al 2012 occupava questo slargo, non c’è più. Ma al suo posto non è arrivato nulla di nuovo. Rimangono in piedi solo le parole di speranza che lo scorso febbraio l’assessore alla Mobilità della Città, Maria Lapietra, ha recapitato a consiglieri e cittadini. Durante un sopralluogo.

«Il riutilizzo del piazzale – spiega il consigliere del Pd, Adriano Barbieri permetterà di rilanciare l’area e di riutilizzare la palazzina occupata». Negli anni non sono mancate le denunce anche per il gabbiotto dell’InfoNord. O meglio per quello che ne rimane. Tra furti di ghisa e demolizione dei controsoffit ti si è toccato il fondo con la trasformazione dell’ufficio turistico in un vespasiano.

Entrare dentro è pura follia, se si ha un minimo di confidenza con l’olfatto. «I torinesi attendono azioni – rincara il coordinatore di Fi della Sei, Vincenzo Iatì – che aiutino davvero le periferie. Possibile che nessuno si sia accorto di quel che sta succedendo?».

Nella morsa delle occupazioni abusive, il quartiere ha dovuto fare i conti anche con i via vai di autobus e camion. Un giro di pullman provenienti dalla Romania o dal Marocco che fanno tappa all’ex Dazio, scaricano la gente e lì si fermano per delle ore. Proprio come in un vero terminal. Peccato che la realtà sia ben diversa.

«Volevamo attivare percorsi specifici – replica la presidente della Sei, Carlotta Salerno -. ma non lo abbiamo fatto E non abbiamo mai più saputo novità sul futuro di quell’area».

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo
banners