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La leggenda dei due fratelli e delle notti folli nella Crau: due farfalle mai viste prima

Il romanzo “di frontiera” del francese Sylvain Prudhomme

Sylvain Prudhomme è uno scrittore errante, viaggiatore e autostoppista letterario, dunque non è strano che, come ha detto pochi giorni qui a Torino, presentando il suo nuovo romanzo alla libreria Trebisonda a San Salvario, sia sempre stato particolarmente affascinato dalla Crau, una fetta di steppa che comincia lì dove terminano le schiere di fenicotteri rosa della Camargue, dove spariscono le paludi e i “garc” a cavallo, per lasciare posto ai pastori, a venti che possono smuovere cespugli come in un vecchio film western. Ed è qui che si snoda il suo romanzo “Leggenda” (66thand2nd, 16 euro, traduzione di Anna D’Elia), metanarrazione di vite passate e vite che si ritrovano.

Nella Crau ci arriviamo salendo nel cestello di Nel, un fotografo che sta riprendendo proprio i paesaggi di questa porzione di steppa incastonata nel cuore dell’Europa. E l’attraversiamo sul suo camion, ma anche attraverso la cinepresa di Matt, un geniale inglese trapiantato in Francia che di mestiere, dice lui, «installa cessi», in realtà si è inventato una impresa di gabinetti chimici ecologici e, nel suo tempo libero, è un eccellente documentarista. I due, che si ritrovano amici nel nome delle partite di calcetto e nel rito del ritiro dei figli a scuola, non potrebbero essere più diversi: uno introverso e l’altro vulcanico, sia negli entusiasmi sia nelle rabbia. Ma insieme lavoreranno e faranno parte del nuovo documentario di Matt, incentrato sulla leggenda, appunto, di quei luoghi.

Si tratta della “Chou”, ossia Chouarascaia, un locale notturno nato in una specie di baracca e diventato il centro della vita sociale tra gli anni Settanta e Ottanta, dove arrivavano star del cinema, butteri, ragazzi del posto e allevatori di tori. E anche Fabien e Christian, due fratelli dalle esistenze brucianti e bruciate, incidentalmente cugini di Nel. Il documentario sulla Chou diventa in fretta il film della vita, tra le testimonianze di chi c’è ancora e qualche foto, dei due fratelli, anche loro come il giorno e la notte, apparentemente uniti, in realtà divorati da un odio feroce. Cresciuto da solo con la nonna nella casa di Arles lasciata dai genitori, Fabien sarebbe poi diventato steward della Lufthansa – «il lavoro dei sogni di tutti, all’epoca» dice Sylvain -, viaggiatore colto e libero, felice con il suo Etienne; mentre Christian, il feroce Christian, sarebbe tornato in Madagascar per raggiungere il padre e la madre, lì trapiantati per lavoro. Francia e Africa – Prudhomme ha lavorato per molti anni in Senegal – sono le due dimensioni del viaggio di vite allo specchio – narrando e ricostruendo, non sono forse Matt e Nel a ricostruire il senso delle proprie esistenze e magari a fare pace, in qualche modo con il passato? – e di ricerca di una impronta, tra amori mai capiti, la droga, quel virus dalle quattro lettere troppo terribili da pronunciare, anni passati troppo in fretta, consumando tutto quanto trovavano. E a distanza di tempo, come in un viaggio non ancora terminato, si parla ancora di loro, come di una leggenda, o di farfalle che mai erano state catalogate.

LEGGENDA
Autore: Sylvain Prudhomme
Editore: 66htand2nd
Genere: Romanzo
Prezzo: 16 euro

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