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IN FAMIGLIA

La Juve a Villar Perosa accolta da pochi tifosi: «Biglietti troppo cari»

Un’amichevole “di famiglia” piuttosto intima quella che si è disputata ieri a Villar Perosa, alla presenza di tutti i vertici della società bianconera, ma con un numero ridotto di tifosi. Circa 2mila. Sì, perché il biglietto per assistere alla partita costava ben 57 euro, quasi il triplo rispetto alle amichevoli del periodo prepandemia. Non mancava l’entusiasmo però tra la gente accalcata sulle transenne in coda per entrare allo stadio arrivata da tutta Italia fin dalle prime ore del mattino. La prima a entrare è Cristina, 20 anni. «Mi sono svegliata all’alba partendo da Monza per arrivare qui alle 8 del mattino, sono una tifosa fedelissima, non vedo l’ora di poter vedere la partita». Di fianco a lei c’è il suo ragazzo, Andrea, 23 anni: «Per me la Juventus è una malattia, faccio il tifo nella curva sud». In coda c’è anche chi è arrivato da più lontano per assistere alla partita della sua squadra del cuore: «Siamo partiti dalla Puglia io e mia moglie, è la prima volta che veniamo qui» spiega Benedetto mostrando la bandiera del suo paese di origine. La via principale di Villar Perosa è animata dai tifosi, e ci sono anche famiglie coi bambini piccoli. «Seguo la Juve da quando ero piccola, voglio trasmettere questa passione anche ai miei figli» dice Romina, assieme alla piccola Margherita, di soli 4 anni, Amedeo di 7 e Vittorio di 9. «Anche per i bimbi – spiega – il biglietto costa sempre 57 euro».

Ma negli occhi dei più piccoli si legge una grande passione. «Il mio calciatore preferito è Pogba» spiega Vittorio, mentre la sorella piccola gioca con una zebra di peluches comprata alle bancarelle. In giro ci sono anche tante coppie. Come Matteo e Vera, arrivati dalla Liguria: «La Juventus è una passione che ci unisce, la seguiamo da 10 anni, da quando ci siamo messi insieme». I tifosi sperano che quest’anno la Juve possa avere una marcia in più. «Siamo scaramantici, ma ci auguriamo che possa almeno vincere lo scudetto» spiega Gian, al tavolino di bar, insieme a un gruppo di amici di Cesena, Forlì e Ferrara.

Tra i commercianti l’entusiasmo non è così marcato. «Abbiamo venduto un sesto rispetto agli anni scorsi, prima c’erano 7mila persone quest’anno neppure 2mila perché hanno alzato troppo il costo del biglietto» dicono Mauro e Simona della gelateria Oasi. Anche alle bancarelle i clienti scarseggiano. «Abbiamo venduto un quarto dei prodotti rispetto al solito» dicono Giovanna e Rosa che, come tutti gli altri, vendono le maglie ufficiali della Juventus a 30 euro. Quella di Chiellini in sconto a 10. Le sciarpe bianconere oscillano tra i 12 e i 18 euro.

Il calore comunque non è mancato e i tifosi e la partita con l’Under 23 è finita, come da tradizione, con l’invasione di campo a pochi minuti dalla ripresa. Proprio Bonucci, uscendo dal campo per la fine del primo tempo, ha consegnato la propria maglia a Beppe Furino, 76 anni oggi, bandiera della Juve tra gli anni Settanta e Ottanta, che aveva avuto seri problemi di salute lo scorso febbraio e ha partecipato alla festa bianconera accolto dal saluto dello stesso John Elkann. tra i presenti sugli spalti, anche il presidente della Juve, Andrea Agnelli, il vicepresidente, Pavel Nedved, e l’amministratore delegato del club bianconero, Maurizio Arrivabene. Ad assistere alla partita anche il governatore della Regione Piemonte, Alberto Cirio.

Quanto al campo, riassume così Max Allegri: «Il lavoro è stato un buon lavoro, però d’estate siamo tutti bravi e la differenza è quando fra dieci giorni iniziano le partite e contano i punti. Quindi lì bisogna sicuramente switchare, alzare l’attenzione mentale, perché saranno partite completamente diverse dalle amichevoli. Detto questo, la squadra ha lavorato bene. Abbiamo tre mesi che decidono una stagione».

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