Gasdotto (Depositphotos)
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

La guerra del gasdotto

C’era chi temeva che l’esito elettorale avrebbe potuto sconvolgere le Borse, invece per il momento, l’agitazione dei mercati è arrivata non dall’Italia ma dall’Europa: dopo che la numero uno della Bce, Christine Lagarde, ha riferito all’Europarlamento che l’inflazione in Europa resterà alta per lungo tempo, tutti i mercati hanno presentato il segno negativo, con Milano che ha chiuso con una flessione dell’1,16%, Londra ha ceduto mezzo punto, Francoforte lo 0,72% e Parigi lo 0,27%, mentre il nostro spread è salito a 251 punti base. L’attenzione, non solo politica, è puntata su quanto accaduto nel Mar Baltico, con i danni e le perdite di gas dal gasdotto Nord Stream 1, un episodio ancora molto dubbio che ha fatto alzare le quotazioni del gas naturale, salito a 201 euro al megawattora mentre il petrolio è aumentato di oltre due dollari il barile. Ma che cosa è successo realmente? Le agenzie battono notizie di esplosioni sottomarine, con la Nato che «sta monitorando attentamente la situazione nel Mar Baltico. Gli alleati stanno esaminando le circostanze delle fughe di gas e scambiando informazioni, anche con Finlandia e Svezia». Per gli Stati Uniti si tratterebbe «di un attacco», per Mosca di «un sabotaggio». Qualunque manuale di strategia, d’altra parte, lo prescrive: tagliare gli approvvigionamenti del nemico, ma in questo caso chi è il nemico, chi è l’alleato, chi è l’assediato? Negli scenari inquietanti delle minacce nucleari, o di una guerra improvvisamente allargata, si inserisce anche quello di una “guerra del gas” e soprattutto dei mercati. E non possiamo certo dire che ci sia da avere meno paura…

andrea.monticone@cronacaqui.it

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